Presidenti (lì) per caso?

Dolore e morte_Piazza della Loggia_Brescia 1974

“E’ sconfortante che, ancora oggi, dopo 41 anni, non siano stati individuati e puniti i responsabili di tanta barbarie”!
Sergio Mattarella,
28 giugno 2015

 

 

 

Queste le parole del Presidente della Repubblica in un “messaggio” ai famigliari delle vittime della strage di Piazza della Loggia a Brescia.
Considerazione ineccepibile, indica nella persona (consapevole del ruolo) coscienza umana e civica. In realtà, a pensarci bene, l’amara considerazione e soprattutto il conseguente interrogativo del come e perché sia questa l’anomala situazione, l’avrebbero potuto porre, piuttosto, i parenti delle vittime e i supersiti, nei confronti degli uomini delle istituzioni: politici, magistrati, intellettualità e mezzi della comunicazione.
Si dà il caso che l’attuale Presidente, unitamente ad altri della stessa appartenenza politico-partitica, come di quelli che per decenni, sia pure contrapponendosi elettoralmente, hanno per più versi condiviso prerogative e responsabilità, ha dalla sua mansioni e incarichi politici di una certa continuità e rilevanza, per cui appare ‘strano’ (per non dire altro) che oggi, di fronte allo stigmatizzato fallimento del Sistema, possa porsi in maniera così semplicemente enunciativa e sostanzialmente elusiva.

E’ vero, il Presidente ha detto anche altro, ma pur sempre e tutta “di circostanza”. Alla prima espressione, ha aggiunto che quella messa in atto il 28 maggio 1974 fu “… un’azione eversiva, il cui scopo era quello di destabilizzare l’ordine democratico e costituzionale”!  Annotazione …alta e generica, ad uso di chi deve esprimersi istituzionalmente, senza voler entrare nel merito di quel che viene affermato.

In parallelo, poi, la Comunicazione politicamente ‘corretta’, ancora oggi, a un quarantennio dal criminoso atto, volto e capace di dare morte e sofferenze a dei semplici cittadini, ma che, ovviamente, non avrebbe potuto di per sé …”destabilizzare l’ordine democratico e istituzionale”, continua ad affermare puntualmente che la gente era lì per “una manifestazione antifascista”. E, con tale affermazione, voler portare avanti l’equazione mediatica che “se quello fu l’atto oppressivo, di quella natura è il fascismo”, “ da combattere ancora e sempre”, …pur sapendo che in Italia un partito che si denominava tale non esiste più, che chi non è “a sinistra” (e un tempo “comunista”), ma milita nelle “destre”, non è da ritenersi per questo “fascista”.
Una cultura intellettualmente priva di pregiudizi e realmente democratica, dovrebbe invece aver chiara una nozione di educazione civica e giuridica elementare quanto sacrosanta: la consapevolezza che la responsabilità del delitto non può essere sociologica, ma grava direttamente sull’uomo, o quel gruppo di individui, che lo ha commesso, quale che siano le motivazioni ispiratrici del gesto criminoso. In fondo questo e non altro era il discorso sui “cattivi compagni” delle BR, da parte dei partiti di sinistra, nel voler allontanare da sé evidenti contiguità e appartenenze ‘ideali’!

belle bandiere

Nel titolo a questa mia nota dico dei “Presidenti”, al plurale. E’ che le parole in principio di pagina citate mi hanno ricordato altra affermazione, di pari genere e inconcludenza, pronunciata dal precedente Presidente. Dico di Napolitano, che da ‘compagno’ comunista, difensore come tale dei “proletari” o dei semplici cittadini (quelli cui è dato soltanto di votare, se e quando  il Quirinale vuole, o da inbelli di non farlo) si fece “Re Giorgio”, a dire della pubblicistica e per atti ‘governativi’ autoritari di cui ancor oggi subiamo le conseguenze politiche e sociali. Parlando in un’occasione ad un gruppo di giovani, a quelli che sanno bene quale sia la penosa situazione in cui oggi si trovano e che hanno da subire, affermò che: “Il lavoro non può essere soltanto il privilegio di pochi”! Frase gratuita e ovvia, quanto implicita confessione di un fallimento.
In uno Stato che ha posto, sulla carta, a fondamento della sua nascita e istituzione il diritto democratico al lavoro, star lì soltanto ad auspicare, dopo molti decenni dalla … Liberazione, che questo debba essere e possibilmente si realizzi, da parte di chi è stato a lungo e a vario titolo corresponsabile del sistema, direi che apparve …strano (per non dire altro), e per principio inaccettabile. Come oggi, da parte di Sergio Mattarella, il Presidente di allora avrebbe dovuto ammettere che le politiche messe in atto dall’Italia repubblicana, della quale sono stati partecipi e co-protagonisti, sbagliando e perseverando a lungo nell’errore, hanno reso la Costituzione detta dei Padri una sorta di libro dei sogni. Non meno dell’oleografico, e ancora oggi coreografico per taluni, …”Sol dell’avvenire”!

Pino Pollutri

bandiera-bianca

 

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