[ 24 Maggio 1915: a cento anni dal fatidico Intervento dell’Italia nella Prima Guerra Mondiale ]

24-5-15Corsera24maggio1915Le cause lontane dell’immenso drammatico “urto” di Popoli, iniziatosi nel 1914, vanno ricercate in tutti gli avvenimenti politici, diplomatici e militari che seguirono la guerra franco-tedesca del 1870-71; è tutta una catena indissolubile che fatalmente portò all’apocalittico scontro. Ogni Stato aveva aspirazioni più o meno fondate da realizzare, da ciò, alla prima occasione, lo scoppio della guerra. Il 28 giugno 1914, Francesco Ferdinando, arciduca d’Austria-Ungheria, e la sua consorte venivano uccisi a Sarajevo da un giovane studente serbo (Gavrilo Princip). Subito dopo l’eccidio, si ebbe l’impressione che qualche cosa di grave stava per accadere e durante il mese di luglio, l’evento tanto paventato si venne maturando. Nella ipotesi che il Governo serbo non fosse estraneo al delitto, l’Austria, con il pieno consenso della Germania guglielmina e senza avere neppure dato notizia della cosa all’Italia, gli inviò un ultimatum che non poteva essere accettato integralmente, senza un grave sacrificio dell’orgoglio e della dignità nazionale dello Stato serbo. Non avendo ottenuto soddisfazione, l’Austria-Ungheria dichiarò la guerra. Al tentativo di invocare il trattato d’alleanza, l’Italia, attenendosi alla natura difensiva del trattato stesso, rispose dichiarando la propria neutralità. La Russia, d’altra parte, che aveva sempre tenuto ad esercitare una funzione di tutela sui Balcani, dopo la dichiarazione di guerra dell’Austria alla Serbia, ordinò la mobilitazione. Dal 1° agosto in poi è tutta una serie di dichiarazioni di guerra (1), che si susseguono rapidamente, quasi tutti gli eserciti europei scendono in campo ed il cannone tuona da un capo all’altro d’Europa. Campo della lotta si può dire sia stato tutto il mondo, per quel che riguarda le operazioni sul mare; per quelle terrestri, quasi l’intera Europa, ma il teatro d’operazioni più difficile, e più aspro fu certamente il nostro con le sue alte vette alpine e con i dirupi selvaggi del Carso. Attori, gli Eserciti dei grandi e piccoli Stati europei, moralmente temprati dall’una e dall’altra parte, poderosamente organizzati e provvisti di tutti i mezzi apprestati dalla tecnica moderna, in misura diversa, tutti decisi a compiere il proprio dovere; malgrado le affermazioni degli internazionalisti, solo l’esercito russo travolto dalla rivoluzione interna cesserà di battersi nel 1917. Nella prima fase della guerra, di contro all’Austria e alla Germania stanno la Francia, l’Inghilterra, il Belgio, la Russia, la Serbia, il Montenegro e il Giappone. Successivamente, a fianco degli “Imperi Centrali” si schierarono la Turchia e la Bulgaria; si unirono, invece, all’Intesa: l’Italia, il Portogallo, la Romania e, più tardi, gli Stati Uniti d’America e la Grecia. Convinta la Germania di poter contemporaneamente fare la guerra contro la Russia e contro la Francia, violando la neutralità del Belgio, lanciava le sue Armate su Parigi, mentre, dopo qualche insuccesso sul fronte russo, mieteva vittorie anche contro quell’esercito. Sotto Parigi però, ai primi di settembre del 1914, l’avanzata tedesca veniva nettamente arrestata sulla Marna, e ciò intanto fu possibile ai Francesi, perchè la proclamata nostra neutralità permise loro di sguarnire completamente la frontiera delle Alpi e così, per la prima volta, noi li salvammo. Dopo, la guerra, specie sul fronte occidentale, si stabilizza e, acquistando speciale fisionomia, richiede di conseguenza speciali previdenze.. Le medesime truppe non potendo, causa il loro logoramento, permanere sempre in prima linea, si adottano turni di rotazione per concedere loro adeguati riposi; la guerra diventando lunga, si stabiliscono anche concessioni di licenze, infine, vengono adottati provvedimenti intesi a migliorare la vita degli uomini nelle più avanzate trincee. Nel campo tecnico si vanno cercando mezzi atti a rompere il reticolato, che contende all’attaccante l’ingresso nella posizione nemica, e si ricorre ai tubi di gelatina, al fuoco delle bombarde e delle artiglierie ed, infine, a numerose altre invenzioni. Si viene affermando l’uso della mitragliatrice per parte della Fanteria, si vanno facendo sempre più intimi i legami fra essa e l’Artiglieria, perchè il tiro dei cannoni prepari ed aiuti l’avanzata dei Fanti. I sistemi difensivi fortificatori si perfezionano, la terra si cosparge di scavi, più o meno profondi, chiamati trincee e di altri, per raggiungere le trincee, detti camminamenti; inoltre, le difese si estendono in profondità, in modo che, perduta, eventualmente la prima linea, ci si possa arrestare sulla seconda e magari sulla terza. Si adottano tutte le misure opportune, perchè i movimenti di truppa rimangano occultati alla visione avversaria, dagli osservatori e dal cielo; si preferisce di massima eseguirli nella notte. La guerra diviene grigia, monotona, uggiosa, è di tutte le ore e di tutti i momenti e, anche quando non si compiono operazioni in grande stile, si combatte e si muore egualmente!

Dopo un anno di neutralità da parte dell’Italia, malgrado i tentativi interni ed esterni di ogni sorta, su di noi esercitati, il 24 maggio 1915, il nostro Paese, sereno e sicuro entrava nel Primo Conflitto Mondiale, proprio quando le sorti della lotta volgevano sfavorevoli per l’Intesa, contingenza, anche questa, ancora oggi ……. dimenticata da alcuni storici. Per quanto noi avessimo, benché alleati (ricordiamoci la “Triplice Alleanza”), previsto, nel passato la possibilità di un conflitto con l’Austria, questo era sempre stato considerato come una partita a due, mentre la guerra si iniziava contro un nemico che era già fortemente impegnato su altri fronti. Ciò costituiva indubbiamente un vantaggio per noi, ma non bastava certo a rendere meno aspro e difficile il compito delle nostre Forze Armate. Il concetto operativo era di attaccare a fondo sul fronte giuliano per aprirci il cammino verso il cuore della Monarchia asburgica e verso uno dei nostri obbiettivi nazionali più importanti: Trieste; mantenendoci invece in difensiva sul fronte trentino. Inoltre la frontiera impostaci, nel 1866, ci metteva nella difficile condizione di attaccare sempre dal basso verso l’alto, gli Austriaci essendo padroni delle testate delle valli. A contatto con il mare Adriatico noi avevamo, all’inizio delle operazioni le Armate Terza e Seconda, destinate ad operare sul fronte giuliano, riunite, a mezzo del distaccamento della Carnia, con le Armate Quarta e Prima, destinate ad operare in Cadore ed in Trentino. Gli Austriaci, che, sin dal 1914, avevano, con truppe territoriali, imbastita una difesa sul nostro fronte, l’avevano, in seguito, rinvigorita con reparti tolti dal fronte serbo; essi erano a noi inferiori per numero, ma superiori per le condizioni del terreno, abilmente preparato e per l’esperienza bellica fatta in un anno di campagna.

Passato il confine su tutto il fronte e valicato, in vari tratti, il fiume Isonzo, noi cominciammo, subito, fin dal giugno 1915, a logorarci in quella serie di attacchi delle ben munite posizioni carsiche, innanzi alle quali dovevamo perdere il fior fiore della nostra Fanteria. Alla fine del 1915 noi eravamo padroni di parecchi lembi di territorio sulla sinistra dell’Isonzo, ma sulla destra gli Austriaci conservavano ancora posizioni formidabili, tra le quali il Sabotino. Sul fronte montano, avevamo guadagnato poco terreno sia in Cadore che in Trentino; in Carnia, eravamo rimasti sulla linea di confine.

Ecco come la nostra Italia in armi (la “Grande Proletaria” di pascoliana memoria) si preparava a consegnarsi al primo inverno di guerra!

 

■ ■■ ANNOTAZIONI ■■■

(1) – Cronologia di tutte le dichiarazioni di guerra:

● 28/07/1914 – L’Austria-Ungheria dell’ottantaquattrenne Imperatore Francesco Giuseppe I d’Asburgo Lorena alla Serbia del settantenne Re Pietro I Karagjorgjeviç /

● 01/08/1914 – La Germania del cinquantacinquenne Kaiser Guglielmo II Hohenzollern alla Russia del quarantaseienne Czar Nicola II Romanov /

● 03/08/1914 – La Germania alla Francia del cinquataquattrenne Presidente Raymond Poincaré /

● 03/08/1914 – La Germania al Belgio del trentanovenne Re Alberto I Sassonia-Coburgo-Gotha /

● 04/08/1914 – L’Inghilterra del quarantanovenne Re Giorgio V Sassonia-Coburgo-Gotha alla Germania /

● 05/08/1914 – L’Austria-Ungheria alla Russia /

● 06/08/1914 – La Serbia alla Germania

● 07/08/1914 – Il Montenegro del settantatreenne Re Nicola I Bàlëshit-Piètrit-Njëgùshit all’Austria-Ungheria /

● 10/08/1914 – Il Montenegro alla Germania /

●12/08/1914 – La Francia all’Austria-Ungheria /

● 13/08/1914 – L’Inghilterra all’Austria-Ungheria

● 23/08/1914 – Il Giappone del trentacinquenne Imperatore Taishō alla Germania /

● 25/08/1914 – L’Austria-Ungheria al Giappone /

● 26/08/1914 – L’Austria-Ungheria al Belgio /

● 16/10/1914 – La Francia alla Bulgaria del cinquantatreenne Re Ferdinando I Sassonia-Coburgo-Gotha

● 27/11/1914 – La Russia alla Turchia del settantenne Sultano Mehmet V /

● 05/12/1914 – La Francia alla Turchia /

● 05/12/1914 – L’Inghilterra alla Turchia /

● 07/12/1914 – Il Belgio alla Turchia /

● 07/12/1914 – La Serbia alla Turchia /

● 24/05/1915 – L’Italia del quarantaseienne Re Vittorio Emanuele III all’Austria-Ungheria /

● 21/08/1915 – L’Italia alla Turchia /

● 14/10/1915 – La Bulgaria alla Serbia /

● 19/10/1915 – L’Italia alla Bulgaria /

● 10/03/1916 – La Germania al Portogallo del quarantaquattrenne Presidente Sidònio Paìs /

● 14/03/1916 – L’Austria al Portogallo /

● 27/08/1916 – L’Italia alla Germania /

● 27/08/1916 – La Romania del cinquantunenne Re Ferdinando I Hohenzollern-Sigmaringen all’Austria /

● 27/08/1916 – La Germania alla Romania /

● 29/08/1916 – La Turchia alla Romania /

● 31/08/1916 – La Bulgaria alla Romania /

● 07/04/1917 – Gli Stati Uniti d’America del sessantunenne Presidente Thomas Woodrow Wilson alla Germania /

● 27/06/1917 – La Grecia del ventiquattrenne Re Alessandro I alla Germania ed ai suoi alleati /

● 22/07/1917 – Il Siam (oggi,Thailandia) del trentaseienne Re Rama VI alla Germania /

● 28/07/1917 – La Cina del cinquantunenne Presidente Sun Yat-sen alla Germania /

● 28/07/1917 – La Repubblica della Liberia alla Germania /

● 29/07/1917 – Il Siam all’Austria-Ungheria /

● 07/12/1917 – Gli Stati Uniti d’America all’Austria-Ungheria.

Tiberio Occhionero