Missing in action

i maròMissing in action è l’espressione che usano gli eserciti di lingua inglese per indicare i militari dispersi in guerra. In Italia non c’è un’espressione analoga, sia perché non stiamo in guerra (se non con noi stessi), sia perché chi di dovere non ricorda che qualcuno non sta a casa sua, con i suoi familiari, i suoi affetti. E così sono passati oltre tre anni da quella porcata che una nazione che si definisce civile, l’India, sta portando avanti con un improntitudine da teppistello borioso. Una nazione, l’India, incapace di formulare, ad oltre tre anni dai fatti, una precisa accusa:  una nazione, l’Italia, incapace di formulare una qualsiasi proposta, azione, pressione diplomatica o economica nei confronti di gente che si comporta in modo indegno. Oltre tre anni, due presidenti della repubblica, tre presidenti del consiglio,  una infinità di ministri degli esteri e della giustizia oltre che ambasciatori: questi  sono i personaggi che hanno brillato per incapacità, arrendevolezza, ignoranza: incapaci persino di avere il sostegno di un’Europa  che punta alle banche e non sa cosa farsene di due soldati italiani. Incapaci pure con l’ONU di cui, per la verità, sono note le scelte ipocrite in campo economico, militare, di difesa dei diritti delle minoranze a cominciare da quelle dell’infanzia, figuriamoci per degli adulti che sono pure soldati!

Elio Bitritto