Il gioco delle parti

sanzioni alla russia“Fatta la legge trovato l’inganno” è uno dei tanti proverbi che fa da pendant alla ipocrisia imperante, a quella ipocrisia dei due pesi e delle due misure tanto cara a molti politici ma soprattutto a quell’organismo geneticamente modificato (si sintetizza con OGM) che è stato. È e sarà il PCI sotto le sue molteplici versioni, compresa l’ultima. Due episodi sintomatici: le sanzioni e le ruspe.

Le sanzioni: mi riferisco alle sanzioni che l’U.E. esercita su pressione degli USA, nei confronti della Russia; in particolare l’esportazione di prodotti agroalimentari, in particolare carni. In pratica l’embargo funzione così: centinaia di tonnellate di carne illecitamente certificata come “svizzera” sono state consegnate alla Russia nel 2014 e nel 2015, al fine di aggirare le sanzioni contro i prodotti dell’Unione europea e questo perché, al contrario della UE, la Svizzera non ha imposto sanzioni contro la Russia. Certo, mica è scema la Svizzera: se c’è odore di soldi state sicuri che il primo naso ad annusarli é proprio essa. Il sistema è stato quello di falsificare i documenti facendo passare per svizzere carni di altra provenienza. Si è scoperto il trucco per ché i russi hanno trasmesso all’Ufficio federale della Sicurezza Alimentare e di Veterinaria 105 documenti prodotti tra il 2014 ed il 2015; di questi 90 riguardano circa 800 tonnellate di carne falsamente spacciati per svizzeri come riportato dal quotidiano svizzero “Basler Zeitung”. C’è da dire che la Svizzera sta tentando di introdurre regole più severe nel controllo in collaborazione con le autorità veterinarie russe. Comunque il danno per i prodotti agro-alimentari europei è notevole e, come al solito, lo è  particolarmente per i prodotti italiani.

L’altro episodio, totalmente diverso dalle sanzioni alla Russia, riguarda il comportamento del PD nei confronti di una comunità rom a Roma. In pratica in zona Montesacro, al Parco delle Valli è presente un campo rom vicino alla stazione ferroviaria di Val d’Ala: in poco tempo questo insediamento sarà sgomberato attraverso l’uso di ruspe. Qualcuno certamente storcerà il naso “ma come se Salvini parla di ruspe sui campi rom si scatena l’indignazione popolare ma se lo fa il PD va tutto bene?”. In realtà le ruspe del PD sono state dipinte con i colori dell’arcobaleno, il motore è stato sostituito con uno all’idrogeno cui sono state aggiunte gocce di Chanel n° 5, il rumore è stato praticamente abolito su ordine del sindaco Marino che, per maggior sicurezza, ha fatto recapitare ai rom ed ai cittadini delle cuffie di protezione. Ah volete sapere perché questa “ruspata”? presto detto: intanto il PD romano ha deciso di tenere in questo parco la Festa dell’Unità 2015 e la ragion di stato prevale: in secondo luogo l’insediamento rom è piccolo, proprio piccolo, tanto piccolo ….

Elio Bitritto

ruspe