Le smentite delle smentite

abdel maroccoL’Italia è il Paese delle smentite: si dice una cosa e, dopo poco, complice un tardivo esame di coscienza, complice un amico che ti fa presente la cavolata detta, fatta una scelta di opportunità momentanea, insomma per un qualsiasi motivo arriva la smentita “chi, io? Ma quando mai!”  “Ma guardi che l’abbiamo registrato!” “Non è possibile io sono e resto coerente con le mie idee! Quando dico una cosa è perché ci credo e non smentisco!”  Insomma una buffonata dopo l’altra. C’è poi da dire che lo “smentitore” non smentisce ma prende semplicemente atto che quanto affermato con grande sicumera due ore prima resta valido ma, nel frattempo si sono avuti ulteriori sviluppi del caso e quindi è vero tutto, Ci riferiamo alle affermazioni di Alfano, Renzi e Gentiloni che a più riprese hanno affermato con grande sicurezza che “non esiste alcuna infiltrazione terroristica in Italia”.  Rassicurati da cotante autorevoli  dichiarazioni, ci siamo comodamente seduti ad aspettare la cena che ci è andata di traverso all’annuncio che a Gaggiano  presso Milano era stato arrestato tale Abdel Majid Touil, marocchino di 22 anni,   che avrebbe prestato sostegno al commando che al museo del Bardo in Tunisia uccise 24 persone. I familiari: «Non ha mai lasciato l’Italia». La Digos ha effettuato l’arresto nella abitazione del marocchino dove vive la madre, un fratello la cognata ed un nipotino , sulla base della segnalazione dell’intelligence tunisina. Naturalmente bisogna aspettare di verificare tutti gli elementi compresi quelli della famiglia che dichiara, compatta, che il ragazzo non si è mosso di casa da quando è rientrato illegalmente in Italia a febbraio scorso. Ora, al di là del fatto che sia l’intelligence Tunisina che il responsabile per la sicurezza del governo libico a Tobruk, Abdul Nabit Haroum, hanno apertamente dichiarato che gli sbarchi in massa consentono ai terroristi dell’ISIS di entrare tranquillamente nel territorio italiano e da qui sciamare in Europa. Continuare a prendere sotto gamba il problema, in Italia ed anche in Europa, significa certificare una resa incondizionata per la “paura di reagire”, per la paura di essere accusati di islamofobia. Certo è che se l’eventualità di un attacco terroristico perpetrato da immigrati sbarcati clandestinamente dovesse verificarsi, non so come gli italiani reagirebbero nei confronti di questo governo e di personaggi alla Boldrini. Resta comunque sempre valido il principio della precauzione che se è valido per l’inquinamento deve essere altrettanto se non maggiormente valido per il terrorismo. Non si possono chiudere le frontiere, non possiamo liberarci dei clandestini perché abbiamo firmato il trattato di Dublino (ma i trattati si possono rivedere!!!!), non possiamo andare ad affondare i barconi, non possiamo fare un blocco navale: di grazia ma chi protegge gli italiani?

Elio Bitritto