La ‘repubblica’ nelle fioriere urbane


Ieri, visitando una cittadina del Lazio,
non so dirvi se per idea dell’amministrazione comunale o per diretta,  quanto condivisa dall’Ente, iniziativa dei commercianti, ho visto un esempio del come dare gradevolezza ad una strada, a un marciapiedi con delle delle minimali ‘installazioni’ di arredo urbano poste dinanzi ad ogni negozio, bar, ristorante. Opere semplici, direi di poco costo quanto di indubbio impatto, soprattutto indicativo di una volontà (pubblica o privata, magari l’uno e l’altro) di darsi un’immagine accogliente e gradevole con un tocco di grazia floreale, sulla base di un’idea deco semplice ma efficace. Per un fine e un risultato decisamente pubblico, quand’anche commerciale nei propositi di chi si è impegnato a realizzarlo.

Verdecoloreurbano_ai Castelli rom-01

Verdecoloreurbano_ai Castelli rom-02

Va da sé che il mio pensiero sia andato alla ‘mia’ città d’origine e del reiterato ritorno, a quel che, nei primi giorni di maggio, in essa ho potuto vedere e annotare.
Come ben illustro nella gallery fotografica che qui sotto presento ai nostri i lettori, anche a Vasto c’è chi si comporta, per sé e – ripeto – per l’immagine del luogo, altrettanto che i cittadini del visitato centro dei Castelli romani: fioriere antistanti il proprio esercizio ben curate a dovere e provviste di freschi e primaverili fiori. Qualcuna ‘abbellita’, per dirla tutta, in modo alquanto Kitsch, pensando di dare un tocco di colore, sbrigativamente con fiori finti, di plastica. Si dirà che …è già qualcosa. Ma per il resto, ecco le note ciotole del Centro città, quelle a suo tempo affidate, per un ritorno pubblicitario, al privato commerciante.  Passata la voglia iniziale e mancando l’occhio vigile del ‘padrone’  (il pubblico amministratore), il vaso lo tiene lì come una cosa, un ‘paracarro’ per segnare il proprio territorio, colma di erbe nate a caso (che in termini di verde è peccato denominarle ‘erbacce’), magari ricettacolo di rifiuti vari, in quanto la bruttura, si sa, attira la mano del passante incivile e maleducato.
La cosa più grave è che vasi e fioriere rimaste (ma poi tutte, lo sono in realtà e comunque) nella disponibilità e nella nota incuria dell’ente pubblico (…poi dice “la Educazione civica”, messa in scena in Comune, con intuibile strumentalità pre-elettorale)  appaiono non diversamente in abbandono, a cominciare dalle ciotole e ‘vasoni ulivati’ posati sulla pavimentazione della Piazza Rossetti, e persino all’interno dell’aiuola d’ornamento al Monumento.

Che dire…? Non aggiungo qui nulla a quanto in altre occasioni ho annotato e fatto rilevare a tal proposito.

Le immagini seguenti illustrano di per sé, anche qui, di quale specie sia, o sia considerato, il decoro cittadino nella Città nostra del Vasto. Vale a dire: inguardabile e letteralmente dis-graziata.
Lascio a chi legge e vive in città le dovute considerazioni. Personalmente vorrei che i cittadini, se non quelli del Palazzo, considerassero con più attenzione queste ‘cose’, che si diranno minime, ma che sono ben significative di tutto il resto, soprattutto del come non si …”ha cuore”, nè intelligente mente e fattiva mano, per la propria dimora urbana!
Se per nota espressione in commedia (ma qui c’è poco da ridere) …Quasse è!, è una ‘repubblica’ questa che decisamente non ci piace, non ci rende felici, né orgogliosi. Un luogo Comune cui va ridato un tantino di ideale ordine, un’adeguata quanto ordinaria e quotidiana cura e attenzione.

Prima che affetto e …“cuore”, per la città occorre averne, dimostrandolo, rispetto.
Un’attenzione dovuta non soltanto alle ‘cose’, quanto soprattutto ai suoi abitanti e ospiti.

Pino Pollutri

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