Immigrati: le quote europee di …. qualcosa

Cécyle KyengeChissà se nel conteggio delle quote di immigrati (clandestini/rifugiati) stabilito dalla U.E., che tanto gaudio ha portato ai nostri eroi Renzi e Mogherini è compresa una quota parte di terroristi. In Italia dovremmo aver già dato, come si suol dire, visto la politica di accoglienza che il nostro governo attua. . Tra le tante notizie che ci giungono dai teatri della ex primavera araba ce n’è una che viene fornita dal responsabile per la sicurezza del governo libico a Tobruk, Abdul Nabit Haroum, che si è fatto le ossa ed una invidiabile esperienza con tanti anni di contrabbando e che conosce esattamente tutti gli aspetti del contrabbando, compreso quello legato al commercio di uomini e agli scafisti: questi inforna la Gran Bretagna che una parte di clandestini è costituita da appartenenti all’ISIS, in pratica da terroristi che, tra l’altro, non pagano il “biglietto di viaggio”, anzi incassano la metà dei proventi! La Gran Bretagna, correttamente, informa l’Italia ma il ministro Alfano, venuto a conoscenza di questa “notizia”,  semplicemente dichiara che non ha “notizie” di quanto denunciato “Finora non ci risultano tracce di presenze di terroristi sui barconi”. Aggiunge ancora  “che sul tema hanno indagato diverse procure senza mai trovare, finora, riscontri; speriamo che abbiano ragione visto che hanno fatto tutte le valutazioni per dirlo”. Ebbene è quel “speriamo” che ci deve preoccupare, visti i numerosi flop della magistratura e della polizia in diverse occasioni. Resta il fatto che, nonostante le tanto sbandierate quote che si riferiscono peraltro ai soli richiedenti asilo e non a tutte le tipologie di clandestini, Francia, Gran Bretagna Svezia e diverse altre nazioni hanno decisamente chiuso le porte lasciando l’Italia con il cerino in mano, sempre nel nome della solidarietà. Tra l’altro, a parte il fatto che secondo le bugie di Renzi e di Juncker l’Italia dovrebbe aver “già dato”, non dimentichiamo che in Italia vive e combatte per noi e soprattutto per loro tale Cécile Kyenge che fa sentire la sua voce anche da Bruxelles. Però, a parte la battuta,  il principio di precauzione, tanto invocato dagli ambientalisti, dovrebbe suggerire, sottovoce se no si sveglia il Fratino della Riserva, che è meglio prevenire, prendere per lo meno per possibili le notizie di Haroum ed adottare tutte le conseguenti precauzioni per fronteggiare l’eventualità che non solo siano possibili ma che purtroppo potrebbero essere altamente probabili.

Elio Bitritto