Il Bel Paese verso un insulso e lercio Regime, politico e sociale – La Fuga

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Stamattina, mi son svegliato ed ho trovato l’impostor…

Passano gli anni, e anche i decenni, cambiano i nomi, bandiere e casacche, ma una riscoperta voglia di stare nel Regime, di quelli che “abbiamo vinto e vinciamo solo noi (…gli altri si fottino)”, sta prendendo piede, ogni votazione di più, in Italia. Nonostante i rituali, ormai spocchiosi e melensi, dei sopravvissuti o cooptati partigiani della “liberazione”, quali che siano le colpe e/o il pressappochismo d’idee e di iniziativa di quello che viene definito genericamente “centrodestra”, il nostro Paese, ciarliero e cialtrone quanto basta a dirsi ‘costituzionale’, pur sapendo che è una menzogna, sta avviandosi verso “Il buon Governo” – “La buona scuola”, “Il Buon lavoro”, “Il Buon riformato Parlamento”, “La riformata buona Provincia”, “la Buona macchina che è ripartita” – di uno solo, e degli altri che, o sono di Lui scudieri, o non sono un niente o nessuno.

Con le ultime votazioni comunali, di città e paesi delle privilegiate Regioni a Statuto Speciale, la gente, ancora una volta si è in larga misura astenuta, oppure si è espressa per militanze dichiarate e di convenienza, regalando il suo consenso relativamente maggiore agli uomini del PdR (il Partito di Renzi), illudendosi che “l’uomo (e il suo di partito) solo al comando”, come un tempo, … farà, provvederà, a tutti il suo verbo e volere imporrà.

Con le prossime votazioni amministrative nel resto d’Italia – facile previsione – avverrà tale e quale.
La gente di questo Paese, ciarliera e cialtrona, quale che siano le propensioni, la partecipazione o la fuga dalle responsabilità civili, ancora alzerà i turiboli d’incenso verso il nuovo ‘dux’ (in cerca del suo obelisco, prima o poi da erigere). Ci si chiede con molte ragioni, e i 5 Stelle lo hanno già fatto, seppur ‘sgridati’ in Parlamento come alunni troppo irrequieti: – Avviene oggi col PdR quel che fu nel Ventennio, secolo scorso? A molti, anche del suo partito, pare che così sia, ma con una differenza: il Regime del PNF aveva realmente il consenso di molti, la reale maggioranza degli italiani. Dispiacerà ancora ai ‘sinistri’ di sentirselo dire, ma questa è verità storica.

Se la gente, quella che vota e quella che si astiene, concede oggi elettoralmente quel che il selfiepremier chiede, vuole e ottiene, in parlamento, nei territori e dal più alto Colle, è ancora possibile ritenere democraticamente rappresentativa la nostra repubblica? Forse non lo è mai stata realmente, se non nelle forme di legge via, via, artefatte per la spartizione del potere da parte delle classi bene-stanti e da chi in esse viene ‘assunto’.

Decisamente, il Bel Paese non è terra per uomini liberi per davvero, di una comunità liberale che stimola le capacità e premia il merito.
Paese d’arte eccelsa e di cultura umanistica un tempo, siamo divenuti un lercio mercato etnico-globale per lo spaccio e il consumo della peggiore paccottiglia di questo mondo. Ma il piccolo desposta di oggi questo non lo sa, non lo vede o, peggio, fa finta per sua ego-convenienza di non saperlo.
E non c’è più, da nord a sud, capacità di resistenza intelligente e coordinata.
Siamo un sociale quanto istituzionale ventre molle, d’Europa e non solo.
In esso (come i giovani che partono, e qualcuno pensa che fuggano), personalmente mi sento sempre più a disagio.


Oh Bella ciao, portami via, ché più non voglio viver qui!

 da Fabio Mascio (fb)

Pino Pollutri

 

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