Le elezioni in Gran Bretagna

cameron GBL’esito delle elezioni in Gran Bretagna è solo l’ultimo atto di una tendenza ormai universalmente diffusa in Europa secondo cui se la parola viene data agli elettori, ai cittadini, si ha la misura della popolarità di questa megastruttura, di questo burosauro che si ammanta del nome di Unione Europea. Normalmente vince la destra contro le sinistre di tutti i tipi: eccezione la Grecia che ha espresso sì un governo di sinistra (che intanto sta facendo i conti con una realtà che credeva di sconfiggere o convincere)  ma, soprattutto, Tsipras ha vinto con lo stesso leitmotiv “questa Europa, questo modello di Europa è la negazione stessa del concetto che se ne erano fatti i Padri Fondatori. Siamo passati infatti da questi, i Padri Fondatori, ai Padri Padroni.  Senza dimenticare la schiacciante vittoria in Francia di Sarkozy e di Marine Le Pen o quella degli euroscettici finlandesi che dovrebbe indurre, per un  minimo di onestà intellettuale, il vice capo della Commissione Europea, Katainen alle dimissioni dato che già rappresentava una popolazione minima ma con la sconfitta del suo partito rappresenta, forse, solo se stesso. Dedurre, a questo punto, che gli europei non ne possono più di questo modello di Europa, è quanto meno logico: ritenere che questo modello di Europa debba continuare ad imporre le scelte in campo economico, sociale, politico, demografico, alimentare, industriale  non è praticabile a lungo termine: la gente è stufa di veder ridotta la proprio autonomia come Stato e ritenere che debbano essere le banche a condizionare la vita degli europei: si aggiunga che, nonostante i fallimenti, e le errate previsioni, non sembra  che ne paghino le conseguenze: e ciò non è più accettabile. Capitolo a parte merita questa Italia, questa “serva Italia” che tutti si divertono a umiliare, a cominciare dall’India con i Marò  alla Germania con i diktat, dall’UE con le quote latte e le concessioni ai Paesi arabi del Mediterraneo per le produzioni agricole, ancora alla UE per il problema dei clandestini, fino agli USA, per ora, per la morte di Loporto. C’è da vergognarsi! Ma non noi cittadini: si devono vergognare i nostri amministratori che non pagano mai per gli errori commessi.

Elio Bitritto