Gli “Sfasciamilano”

auto incendiateCome volevasi dimostrare: l’importante per Alfano e compagni era non accettare le provocazioni dei violenti, e così le forze dell’ordine sono state invitate a prenderle senza reagire. Una débâcle, certo ma non per le forze di polizia che, al solito hanno pagato l’inefficienza dei politici e la tolleranza dei magistrati (stavo per dire di alcuni magistrati ma poi ho pensato che se gli altri, la maggioranza silenziosa, quella che viene accreditata di impegno e di senso della misura non parla, è chiaro che la tolleranza è generalizzata). Negozi, banche, auto in fiamme, vetrine infrante, gente e turisti in fuga terrorizzati, scontri con la polizia, alcuni agenti feriti. E’ sfociata in terrore e devastazioni nel cuore della città la giornata inaugurale di Expo, l’evento universale a Milano. Al corteo del No Expo Mayday Parade hanno preso il sopravvento i black bloc e le fasce più violente e la manifestazione é ben presto degenerata. Per ammissione di qualche protagonista i suddetti erano perfettamente inseriti ed inquadrati nel corteo cosiddetto “pacifico”. Non a caso uso il termine “cosiddetto” perché questi … cosiddetti li hanno coperti, occultati fino al momento giusto. E qui mi sovviene l’oscena proposta di consentire il riconoscimento dei “poliziotti violenti”: potrebbe anche essere ammessa ma dovrebbe essere vietata qualsiasi presenza “travisata” (cioè con tute nere, caschi, passamontagna, bottiglie molotov, bastoni, ecc. di cui, dopo aver compiuto le bravate, si liberano per non farsi riconoscere). E che dire  della dichiarazione di quell’anziano signore che accusa i giornali di aver enfatizzato la violenza (di cui probabilmente non si è reso conto sia perché al sicuro e sotto scorta sia, forse, per l’età avanzata): siamo al solito “compagni che sbagliano”: e continuate a farli sbagliare! E ricordo ancora il complice silenzio, sempre di quell’anziano signore, per lo scandalo dell’intitolazione di un’aula del parlamento a quel tale  Carlo Giuliani morto durante i fatti di Genova, con in mano ancora l’estintore. Sono i soliti imbecilli, allevati in batteria e condizionati come i cani di Pavlov cui si offre lo zuccherino ogni auto incendiata. Ma quando arrivano in un posto questi imbecilli dove alloggiano, chi gli procura tute, passamontagna, caschi che sono pur sempre oggetti che costano e che vengono normalmente abbandonati dopo le incursioni? È possibile che nessuno si renda conto che questi imbecilli costano a qualcuno? Tre episodi sono poi particolarmente indicativi della giornata di apertura dell’EXPO: il pestaggio del poliziotto da parte dei vigliacchi, l’intervista a quel giovane, tipico rappresentante di quella specie di sottoprodotto della cultura della sinistra, ed il delirio erotico di una donna di una certa età che evocava scenari di sesso sfrenato! E noi dovremmo continuare ad accettare questa gente? Ecco per loro ci vorrebbe un bel campo di lavoro alla Pol Pot e tanti saluti!

Elio Bitritto

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