L’arrogante

dalema 2dalemaQualche giorno fa abbiamo avuto modo di ascoltare e vedere le scomposte ed indignate ed offese reazioni de meglio fico del PD, tale Massimo D’Alema: questo signore si sente investito della massima spocchia pre e post comunista con il risultato che la sua democraticissima indole si ribella alla sola ipotesi che qualcuno pensi che lui abbia avuto a che fare con cooperative, mazzette ed annessi. Il fatto è che questo ragazzotto della politica non solo ha la spocchia di tutti quelli che nonostante i passaggi in tintoria restando pur sempre rossi, ma mostra anche di avere la memoria corta. Cosa che, da un politico sopraffino quale crede, forse in buona fede, di essere, dovrebbe avere come massima dote per evitare di dire e fare stupidaggini. Mai lo abbiamo sentito protestare nei confronti di analoghe registrazioni che hanno riguardato altri politici quali, tanto per non fare un nome a caso, Silvio Berlusconi. Oggi, questo alto, pardon “massimo” rappresentante della sinistra storica ed attuale, si offende per una semplice domanda e pretende, senza pensare al ridicolo in cui naviga, che l’intervistatore si presentasse con nome, cognome, paternità, residenza, giornale, e magari colore della canottiera per poterlo querelare. Va da sé che le domande possono essere giuste o sbagliate, possono piacere o non, anche provocatorie ma sempre legittime: a queste si può rispondere o non rispondere, magari anche con risposte pepate o altrettanto provocatorie. Però solo un tipo come D’Alema, pieno di sé, autoreferenziale, poteva chiedere le generalità del giornalista per poterlo querelare. Si dice di D’Alema che quando comincia un discorso, quando gli si chiede un pensiero su un qualsiasi argomento … alto (ça va sans dire !) Lui non esordisca con il solito “secondo me …” ma con un secco, autorevole “primo me …”. Che dire di questo personaggio?

Elio Bitritto

 

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: