Destra o Sinistra… Un libero riconoscimento, la necessità di scegliere

Le résultats en France 2015_pst

 

Gli animali non conoscono l’ideologia.
Le sole bestie ideologiche che conosciamo appartengono pur sempre alla specie umana.
(F. Viola)

Accade ancora in Francia. Di là degli ultimi risultati elettorali – chiara evidenza democratica che …”la défaite est sévère pour la gauche en France” – di certo, lì non si ha timore di dire “destra” alla destra, “di sinistra” a chi a sinistra milita e per essa si spende, nelle piazze come nelle istituzioni politiche. I transalpini dell’oggi, quali discendenti dei Galli (senza offesa: …con più corna sul copricapo per offendere, che idee per dialogare) non avvertono la necessità di coniugarsi con un fantomatico e sempre ambiguo Centro per sentirsi legittimati a porsi in un modo o nell’altro, di qua o di là.

Tertium non datur… affermavano gli antichi romani, gente più ‘barbara’ e spiccia dei sofisti di Grecia (antichi e attuali), ma capace di governare civilmente, oltre che conquistare, luoghi e popoli, i più diversi. Ove si pone o si dà credito ad un altro interlocutore, se non componente particolare ma sostanzialmente omogenea di una stessa visione della vita e della società, si dimostra per la dinamica politica un qualcosa di spurio e inutile. Non a caso la saggezza popolare parla di chi si mette in mezzo quale “terzo incomodo”: un dannoso bastone fra le ruote.
Nella libertà dell’individuo e dei popoli, non si può fare a meno di scegliere, nettamente, con quale forma-stato ci si riconosce, con quali politiche sociali, economiche, culturali e ideali si ritiene di poter avere e conseguire benessere, sviluppo, pro-gresso, protezione, vantaggio.

Di là dei vari camuffamenti nominalistici di coloro che profittano della “fine delle ideologie”, (Daniel Bell – The end of ideology. On the exhaustion of political ideas in the ‘50s – 1960), dei “muri” e degli steccati, per porsi indifferentemente ora di qua e poi, invariabilmente mantenendo i propri disegni personalistici e figura, di là, senza che ne abbiano ritegno o che “la gente” elettorale e realmente ‘civica’ sia in grado di svergognarli, restano insopprimibili le categorie morali e sociali cui tenersi, sia da politico governante che da cittadino della polis.

Restano, ineliminabili, le idee-forza: un insieme coerente di credenze, politiche e anche religiose, se si vuole soltanto etiche, quali necessari strumenti per governare, in un tempo e in un luogo, la società, dopo averle usate come iconiche parole d’ordine per chiedere, ottenere, e magari strumentalmente catturare, il consenso delegante da parte del popolo.

Siccome non si può vivere senza fare scelte morali, e non meno politichecosì annota il sopra citato autore di “Fine delle ideologie o nuove ideologie?”se si desidera di vivere in comunità di vario genere, allora l’uomo sarà ideologico per natura”.

Pino Pollutri

liste elettorali in Italia sinistra_destra (dal web)