In difesa delle moschee. Le incredibili “aperture” di don Mario

don mario costalungaDon Mario Costalunga è un prete che opera a Brognoligo in provincia di Verona: è balzato agli onori della cronaca perché durante l’omelia domenicale ha difeso l’apertura di un centro islamico a Monforte. L’omelia è stata una risposta diretta alla raccolta di firme dei suoi parrocchiani contro l’apertura di quel centro e si è sviluppata su due livelli, quello più prettamente religioso e quello laico. Sul primo è stato perentorio “Io sono un sacerdote che predica, è la mia missione, e se stiamo zitti e non nascono critiche di questo genere, significa che abbiamo narcotizzato anche il Vangelo”. L’altro livello, quello laico, fa riferimento all’articolo 19 della Costituzione  che garantisce il diritto di professare le propria fede liberamente. I concittadini, già sul piede di guerra per la proposta di realizzazione del centro islamico, non hanno preso bene le affermazioni del sacerdote rivolgendogli frasi come “… invece di insegnare correttamente la religione cattolica si preoccupa di dare lezione di Diritto Costituzionale”, o anche “Invitiamo Don Mario, se ha il coraggio, a proporsi come volontario per andare in Libia o in Iraq ad aiutare i cristiani”. Serafica la risposta del sacerdote che soprattutto sulla Costituzione risponde con una certa arroganza “Mi regaleranno una copia della Costituzione? È un piacere perché va ricordato che quella Carta è stata il frutto del lavoro di uomini che hanno pagato prezzi altissimi per la libertà e che hanno saputo mettere al centro della discussione il bene comune, pur partendo da ideologie molto diverse tra loro. Mi servirebbero 17 copie da regalare domenica ai ragazzi che faranno la Cresima”.

Non so se Don Mario sia un provocatore o un ignorante: sappiamo tutti che ognuno è libero di praticare la religione che crede tanto è vero che anche lui lo fa, magari a modo suo. Il fatto è però un altro: quella religione è totalmente diversa da tutte le altre nel senso che non accetta una professione di fede diversa dall’islamismo se non quando è in minoranza: una volta diventata maggioranza o ci si converte o, nel migliore dei casi, si è espulsi. Accettare una religione che autorizza la lapidazione per  il solo sospetto di blasfemia è da pazzi, accettare il ruolo di donne sottomesse all’uomo è contro la religione cattolica e quella di tutte le altre religioni oltre che contro la civiltà, accettare, in molti casi, che il crocefisso o, addirittura, le maglie degli sportivi con la croce sopra siano emendate dal simbolo stesso della cristianità non è solo da pazzi ma è vera e propria blasfemia, accettare che  il codice civile e penale siano regolate dal Corano è roba da … islamici e non da cristiani.

Il sacerdote invoca la Costituzione: ma sarebbe bene che la leggesse tutta, soprattutto quell’articolo 19 che, una volta maggioranza, gli islamici si affretteranno a cambiare “L’Islam è Religione di Stato e non è ammessa altra religione”.

Elio Bitritto