Abruzzo a EXPO 2015. Non di solo cibo vive l’uomo

“E artigianato ogni oggetto creato dall’uomo con le mani e con l’ausilio di semplici strumenti, come trasformazione prima spirituale e poi fisica della materia.
Il pastore intaglia e scolpisce il legno col suo coltello, il vasaio modella sul tornio la creta in forme sempre diverse; il fabbro batte sull’incudine il ferro rovente e lo forgia in mille volute, foglie e fiori. Le mani abili, quasi mosse da un “atavismo artistico” ripetono gesti noti, quasi rituali, mentre il pensiero e l’ansia creativa procedono ed anticipano il risultato.”
(da Artigianato – Arts and Crafts in Abruzzo e Molise, di Augusto Gentili, Roma 1974)

AQ-Verso EXPO-2015

Si legge in Rete: “Lunedì 16 marzo tutti convocati a L’Aquila (Palazzo della Provincia) per l’ultimo EXPO-OPEN DAY”. Così anche l’Abruzzo si prepara a partecipare all’evento italiano-globale, con tutto quel che può mostrare di suo, di bello e di buono.
Ma visto il tema generale dell’EXPO milanese (… fammi vedere cosa e come mangi, e ti dirò chi sei, e la nostra Regione ha tanto da proporre a tal proposito), per restare al piacere degli occhi, tanto per cominciare, l’Abruzzo si prepara a mettere in mostra le opere – la sapienza, la bellezza, la cultura – del suo artigianato. Come dire, anche in tale occasione: Non di solo cibo vive l’uomo!

A partire dall’inaugurazione prevista sabato 2 maggio 2015, CASA ABRUZZO, ad EXPO 2015, sarà la cornice ideale per promuovere il sistema delle tipicità regionali, le potenzialità dei Poli d’innovazione, il sistema imprenditoriale e turistico-culturale della Regione. grazie anche alla presenza permanente di allestimenti e materiali dedicati alla valorizzazione del territorio abruzzese.

Nelle dette tipicità farà bella mostra di sé l’arte orafa, la ceramica, il ferro battuto, la lavorazione dei tessuti e filati, del vetro e del legno. Prodotti e opere già messe in mostra nel mese di febbraio, per una sorta di anteprima, nell’isola di Malta. Organizzate e promosse dal CNA, dieci sono state le aziende regionali partecipanti. Quattro sono espressione dell’arte orafa (Italo Lupo, Francesco Rubini, Antonio De Fabritiis e Mauro Pacella), due della ceramica (Giuseppe Liberati e Arago Design), una della lavorazione della pietra (Luigi D’Alimonte), una del ferro battuto (Georg Reinking), una del vetro (Alessia Fatone) e una dell’intaglio (Walter Zuccarini).

La Pulsatilla di Roccaraso

 

Preziosità nostre, frutto di capacità creativa e soprattutto tecnico artigiale, che come “la pulsatilla” d’oro, fiore e gioiello divenuto simbolo di Roccaraso, varrà a mostrare l’arte, sia pure definita di “decoro” nella sua essenza: una produzione di ‘cose’ belle da tenere per sé, nella propria casa e nel corso della vita, come stimolo al bene-stare fisico e spirituale, a momento ed elemento di stimolo per un gratificante percezione non solo di ciò che armonico e appagante è nel creato, quanto e non meno della ‘divina’ capacità dell’uomo di dare forma alla materia.
Manufatti in cui l’arte, anche nell’epoca in cui –  a causa della “riproducibilità tecnica dell’opera”, a detta di W. Benjamin – sembra aver perduto scopo e validità poietica, si pratica ancora, a buon diritto e con molti frutti.
Con i prodotti dell’artigianato l’autore si esprime  con naturalità, “mosso da un ‘atavismo artistico” – come annota A. Gentili, sopra citato – senza i fuorvianti condizionamenti di un ‘novismo’ di maniera e  fatto di molti, spesso presuntivi e presuntuosi,  compiti assegnati a una espressione artistica da destinarsi al “contenuto-messaggio”(!), quando non al …”facciamolo strano”. Un lastricare di supposte buone intenzioni (in realtà di cose e immagini strambe e inutili) la vita nostra, che diviene così, se non un “inferno” intellettivo, di certo una commedia sciocca, modernamente barocca, quand’anche per alcuni lucrosa e apportatore di ricercato, e pur umanamente sterile, prestigio sociale.


Giuseppe F. Pollutri