Alla ricerca del Bene Comune, solidale e responsabile

 

GDD_Logo_-_webOggi a Roma, ma in altre parti dell’Italia e del mondo non meno, si celebra il Good Deeds Day  – Giornata mondiale per il bene comune, un giorno di solidarietà e responsabilità, perché diventino l’impegno di ogni giorno.

Mentre, in generale e nell’occasione, la giornata viene declinata in termini di promozione del Volontariato, in realtà il “Bene Comune” non può essere affidato esclusivamente e totalmente ad esso. Meritevoli che siano i gesti e i significati ‘caritatevoli’ che cittadini privati, sia pure organizzati in associazioni e onlus (vere o presuntivamente tali), si può  – chiediamoci – affidare tale esigenza alla facoltatività di questi e di costoro? Non dovrà essere – come si afferma assai spesso con retorica buona per accaparrarsi il consenso democratico – fondamentalmente assicurato dalle Istituzioni che la società si dà per il suo vivere comunitario?

Per restare a Vasto, se – come è doveroso fare, persino con ammirazione – proprio nei giorni scorsi abbiamo assistito a importanti gesti donativi (due poltrone da parte del “Club Lions Vasto Adriatica Vittoria Colonna”, e un televisore dalla “Associazione Ricoclaun Vasto Onlus”), a beneficio dei sofferenti che frequentano il reparto di oncologia dell’Ospedale di Vasto, giustamente è stato fatto osservare che assicurare in tutti i suoi aspetti il bene comune, in tutti i suoi aspetti, deve essere un impegno primariamente delle Istituzioni pubbliche, e nel caso della Dirigenza sanitaria locale, come della Regione. La bontà dei singoli, sia pure associati, preziosamente suppletivo e ad adiuvandum in un quadro problematico e deficitario, non può essere sostitutiva del dovere di servizio dei suoi governanti.

Volere il bene comune e adoperarsi per esso – si legge nell’Enciclica Caritas in veritate del poco compreso papa Benedetto XVI – è esigenza di giustizia e di carità. Impegnarsi per il bene comune è prendersi cura, da una parte, e avvalersi, dall’altra, di quel complesso di istituzioni che strutturano giuridicamente, civilmente, politicamente, culturalmente il vivere sociale, che in tal modo prende forma di pólis, di città”.

La “città”, naturalmente, comprende una varietà di soggetti e di attori della vita associata. L’identità di una pòlis non è esclusivamente quella che i pubblici amministratori ne danno, nel bene o nel male, ma è pur sempre vero che ciascuno ha il suo compito, e chi chiede ed ottiene pubblici incarichi è incombenze (con i relativi compensi e benefits) deve compierlo per primo.

GFP

continenti-e-un-cuore_bene-