Fascisti altro che “fascistelli” questi “antagonisti” rossi

 dal film Fascistelli

Leggo che, autore Roberto Re, in questi giorni viene presentato al pubblico un libro dal titolo: “Cambiare senza paura”. Una sorta di manuale del ‘guru’ di turno, che “si prefigge di aiutare i lettori a gestire la propria emotività e a facilitare un’evoluzione dei propri schemi mentali, così da agevolare il mutamento, rimanendo al passo e in equilibrio con se stessi”.

fascistirossi_anzicomunisti in piazzaPositivo o utile comunque che possa essere nel privato il saggio e l’invito, mi sono chiesto in queste ore di pre-tumulti in piazza, a Roma, se in Italia – luogo di democrazia repubblicana, socialmente progressista – “cambiare” mente e comportamenti, “senza paura”, per sé e per gli altri, possa essere possibile. La risposta è: – E’ evidente che no. E non lo è perché persino i nuovi nati, generazioni ormai distanti dalla storia (vera o mistificata) di lotta tra fascisti e partigiani – forse per sentirsi …vivi e importanti, per necessità biologica o per mala-educazione personale e civica – devono farsi “antagonisti” comunque. Non importa perché, poco interessa loro, realmente, per cosa.

In questa nuova commedia (che talora è persino farsa, quando non sfocia nell’autentica tragedia) tra chi è o a diritto di dirsi democratico o non, tra chi si debba etichettare ‘fascista’, nero o rosso che sia o che in tal modo si vesta, la confusione è tanta, e da un lato e dall’altra la soddisfazione sta – da quel che vediamo – proprio nel portare in piazza (non certo nelle proprie case) il desiderio dello sfascio: delle cose, delle persone, del sistema, delle istituzioni, delle idee, del significato stesso delle parole. Questo accade quando gente politica, per proprio tornaconto, per una gestione del proprio comportamento non coerente e poco responsabile, ha enunciato e predica “la fine delle ideologie”.

In realtà ecco ancora in piazza vecchie e nuove confusioni, idiozie mentali e mistificazioni. Ecco  il ragazzotto fervoroso e la ragazza nuova Erinni, che urlano e strepitano (quando non peggio) contro i nuovi fascisti, … mentre  “i fascisti” (se ‘fascismo’ vuol dire prevaricazione o violenza, totale e indiscriminata),  nei comportamenti e nelle intenzioni, sono proprio loro.

Io per me li qualificherei per quel che sono: ancora e sempre comunisti, e non credo che questa loro naturarossa, sia umanamente più degna o affidabile di quella … etichettata come nera! Non c’è, non vedo cambiamento. E per “le azioni” degli uni e degli altri resta “la paura”, quella di sempre.

GFP

 

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