La responsabilità civile dei magistrati

265 sì, 51 no e 63 astenuti, in pratica 379 deputati su 630 (il 60%) ha approvato il disegno di legge sulla responsabilità civile dei magistrati. Il M5S ha votato contro, FI, Lega, Sel, FdI, alternativa Libera e NCD si sono astenuti. Grande soddisfazione del premier che sottolinea come il cittadino “danneggiato” potrà richiedere (come prima!) il risarcimento allo stato che però avrà l’obbligo di rivalersi sul magistrato fino alla concorrenza della metà dello stipendio annuo. Soddisfatto pure il ministro Orlando che ricorda la procedura di infrazione della UE per la mancata applicazione delle norme europee in materia: precisa tuttavia che saranno possibili aggiustamenti.

legge aula vuotaLa nuova legge riforma la legge Vassalli del 1988 mantenendo però l’impostazione di responsabilità indiretta: il cittadino cita lo Stato che può rivalersi nei confronti del giudice. Ma rispetto alla Vassalli viene ampliata la possibilità per il cittadino di fare ricorso; si innalza la soglia economica di rivalsa del danno, che può arrivare fino alla metà stipendio del magistrato; viene eliminato il filtro di ammissibilità dei ricorsi, che oggi è affidata al tribunale distrettuale; la responsabilità scatta anche in caso di negligenza grave e travisamento del fatto e delle prove. Quanto all’entità della rivalsa, cresce la soglia attualmente fissata a un terzo: il magistrato risponderà ora con lo stipendio netto annuo fino alla metà. Se vi è dolo, l’azione risarcitoria è però totale.

Secondo i magistrati si tratta di una legge “contro” di loro sottolineando conme questa legge entri in vigore proprio quando c’è una corruzione dilagante. Inoltre secondo il presidente dell’ANM Rodolfo Sabelli “si intacca il profilo dell’indipendenza dei magistrati. Vi è un rischio di azioni strumentali» dando «la possibilità alla parte processuale più forte economicamente di liberarsi di un giudice scomodo. È una strada pericolosa verso una giustizia di classe”.

Queste affermazioni da parte dei magistrati appaiono essere non in linea con il principio della Legge uguale per tutti, principio che loro per primi dovrebbero osservare. Non voglio ripetere ciò che il buon senso dice “chi sbaglia paga” sia esso un ingegnere, un autista, un docente, un medico o chi vi pare (che tra l’altro pagano tutto il danno e non fino alla sola metà dello stipendio netto). Ve lo immaginate (è già successo più volte) che l’errore di un magistrato porti alla chiusura di una attività commerciale o industriale: per quanto alto, un mezzo stipendio di magistrato potrà mai costituire un risarcimento per il titolare di quella attività? Inoltre manca una sanzione nei confronti di quei magistrati che “sbagliano” in maniera … “seriale” come è capitato, tra gli altri, a Woodcock; e come non ricordare in queste ore l’impianto accusatorio nei confronti della Eternit attivato e portato avanti per due anni quando era già prescritto? Hanno il diritto di fare ancora i magistrati a fronte di errori così manifesti? Circa poi l’ultima affermazione di Sabelli “È una strada pericolosa verso una giustizia di classe” mi sembra una stupidaggine colossale viste le azioni su Berlusconi, sulla Tyssen e sulla stessa Eternit prima ricordata. Io credo che sull’argomento la casta dei magistrati sia ancora più che tutelata e le lamentele non hanno ragione di esistere perché una riforma come questa annunciata e sbandierata ha provocato una reazione sproporzionata al punto che non appare veritiera dato che in pratica non cambia nulla, o quasi.

Elio Bitritto

 

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