Alla ricerca del Fratino

fratino3Siamo passati dalla ricerca dell’araba fenice, il mitico uccello noto più semplicemente come “fenice” al fratino oggetto di culto per gli appassionati dell’omonimo gruppo che venerdì 27 febbraio presenterà presso la sede dell’ARCI alle 18.15 il documento conclusivo circa l’attività di monitoraggio sul favoloso uccello che nidifica (o nidificherebbe) lungo la costa adriatica tra Casalbordino e San Salvo. In particolare sarà presentato quello che viene definito come “la prima volta” dello spostamento di un nido al fine della sua tutela, attraverso alcune riprese fotografiche. Questa notizia mi da l’occasione per affrontare un tema che è evidentemente attinente: mi riferisco alla fruizione della riserva che, così come è svolge il suo compito in modo assolutamente limitato. La domanda è sempre quella: chi e come può fruire della riserva? Quali sono gli ingressi, a parte quello che mena alla spiaggia di Punta Penna dalla parte del porto? Non si può definire ingresso quella specie di scalinata che, logorata da tempo, dall’assenza di manutenzione e dalle franette dovute alle precipitazioni atmosferiche, appare come una insidiosissima trappola per chi la affronta: e certo non può essere affrontata da una tipica famigliola con bambini al seguito a da persone appena anziane. Dopo di che, più a nord la strada che conduce al promontorio e alla caletta di Punta Erce (che dovrebbe essere la dizione esatta del luogo e non Punta Aderci) raggiungibili attraverso una strada sassosa e dissestata. Qui non è possibile trovare acqua, o servizi igienici e allora cosa si fa? Non ci si va (sempre anziani e bambini!). Andiamo più a nord, lungo la strada di Torre Sinello: si scende per un’altra mulattiera e si giunge ad un’altra spiaggia sassosa, forse la più bella e selvaggia: anche qui la riserva è “riservata” per cui anche qui non ci si va. Ma allora questa Riserva di cui meniamo vanto può essere “goduta” da tutti o è riservata a chi non ha problemi di deambulazione, a chi non ha figli piccoli, a chi non ha bisogno di servizi igienici a chi ha un mezzo proprio di locomozione? Immagino che possa essere formulata qualche proposta o iniziativa per consentire a tutti di fruire di un bene comune che così com’è non va. Non sto a dire quali possano essere tali iniziative perché si possono facilmente dedurre: ma vorrei proporre uno spazio, magari lontano dalla grande folla che in estate e soprattutto sabato e domenica affolla la spiaggia cosiddetta di Punta Penna, in cui possano accedere anziani e famiglie con bambini, munito di tavoli, panche, barbecue, acqua e servizi igienici, con un piccolo parcheggio per un servizio navetta di bus; si tratterebbe anche di creare una piccola opportunità di lavoro per qualche giovane disoccupato. Si può fare qualcosa prima che cominci la prossima estate? Io dico di si.

Elio Bitritto

 

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