Tra vittorie e sconfitte in Ucraina

untitledL’umiliante sconfitta sul campo due giorni fa delle truppe ucraine nella cittadina di Debaltseve, nesso ferroviario nevralgico tra le repubbliche russofone del Donbass e la Crimea, stanno facendo pencolare l’ago della bilancia sempre di più dal lato del president russo Vladimir Putin. I giochi sono ormai fatti ed il vincitore nel duello tra la Nato e la Russia è da ritenersi la Russia. Era impensabile che Putin non venisse in aiuto a popolazioni di lingua ed etnia russa che abitano nelle province del sud- est dell’Ucraina.  Le sanzioni economiche imposte alla Russia dalla Nato hanno fatto male, ma non sono state determinanti. Né potevano esserlo. In gioco era la sicurezza militare e il ruolo di rinata grande potenza della Russia a livello internazionale. Il Primo ministro ucraino Petro Poroshenko si è illuso che l’incolumità territoriale del suo paese potesse essere garantito dai suoi alleati della Nato, commettendo un grave errore.  La Guerra in Ucraina è, a tutti gli effetti, finita,dicevo, anche se ci saranno ancora scaramucce e atti sparsi di violenza, di rivincita o di vendetta. Quali conclusioni trarre dagli avvenimenti? Prima di tutto le regione del Donbass, se resteranno parte dell’Ucraina, avranno una quasi totale autonomia e si dovrà parlare ormai di stato confederale nel definire d’ora in poi le Ucraine. Putin non riuscirà nei negoziati di pace a far dichiarare completamente autonome le regioni russofone dell’Ucraina sud-orientale. Chi esce molto ridimensionato dagli avvenimenti è il Presidente statunitense Barack Obama.  La Nato, utile come strumento militare dissuasivo durante la Guerra fredda, si è rivelata nel 2015 una struttura obsoleta, al limite dell’inutile, perché incapace di essere determinante, come avrebbe dovuto, nei momenti di crisi.. La Guerra fratricida tra ucraini non era certo uno degli interessi strategici degli americani. Non era affatto il caso della Russia e di Putin, il quale ha dovuto stringere I denti, resistere e vincere militarmente.  Il terzo punto, forse il più importante, riguarda gli europei occidental ed è questo: l’ineguatezza dell’Unione Europea, almeno nella sua forma attuale. È un colosso economico, ma un nano militare, senza un proprio esercito.  La presa di posizione di François Hollande e di Angela Merkel, di due soli stati, e la messa ai margini del ministro degli affair esteri e della difesa dell’Uione Europea, l’ Italiana Mogherini, è una prova lampante che lei è un peso piuma, (e indirettamente la mancanza di considerazione si riflette negativamente anche sull’Italia dato che Il Premier Matteo Renzi aveva tanto insistito per farla accettare come ministro degli esteri dell’UE). L’Italia può riacquistare in parte un ruolo di primo piano diventanto il pacificatore tra l’UE, la Nato e Valdimir Putin. Come? Iinsistendo sull’eliminazione immediata delle sanzioni contro la Russia e proponendo la Confederazione delle Ucraine come soluzione alla crisi.

Filippo Salvatore