Un ultimo ingrato ma legittimo e doveroso interrogativo-considerazione sulla Shoah!. [ Dioràma Storico “proibito” della Seconda Guerra Mondiale ]

Gerald Reitlinger (1900-1978) scansione0002La cifra degli Ebrei uccisi nel corso delle gigantesche e sistematiche azioni di repressione antisemita, organizzate dalla Germania hitleriana nel corso dell’apocalittico Secondo Conflitto Mondiale (settembre 1939-maggio 1945), è stata ripetutamente cambiata. In un primo tempo si parlò, difatti, di dieci milioni di sterminati, poi la cifra scese a otto milioni. Quindi fra sette e otto milioni. Ora, malgrado la versione ancora corrente sembra essersi stabilizzata sui sei milioni circa, è doveroso ricordare come (parecchi decenni orsono) vi fu chi, come lo studioso ebreo inglese Gerald Reitlinger (1900-1978), faceva aggirare tale macabra statistica sui 4.800.000. Comunque, si parla sempre di un totale compreso fra i quattro milioni e mezzo e i cinque milioni e mezzo. Non vi è dubbio, pertanto, che le cifre e le statistiche relative alla SHOAH (traduzione letterale: tempesta devastante) degli Ebrei sono state alquanto esagerate. Bisogna poi tener conto del fatto che, certamente, non tutti gli Ebrei mancanti all’appello al termine della Seconda Guerra Mondiale furono uccisi dai nazisti. Quanti di essi morirono sotto i micidiali bombardamenti a tappeto che sconvolsero tutta l’Europa? Quanti morirono per cause naturali o per le privazioni o le epidemie che non risparmiarono soprattutto i territori devastati dell’Oriente e i sovraffollati campi di concentramento? Quanti, infine, furono eliminati nel corso dei “progroms” spontanei verificatisi soprattutto nei Balcani, in Ucraina, negli Stati Baltici, in Russia, in Ungheria e nella stessa Polonia? E come dimenticare l’esodo di numerose collettività verso gli Stati Uniti d’America e il Medio Oriente. Tenendo conto di tutti questi elementi, è evidente che la cifra dei deceduti per mano dei tedeschi si riduce sensibilmente. Resta poi da vedere quanto, nelle indubbiamente belluine azioni genocide, costituì il frutto di iniziative locali di elementi subalterni esasperati o magari sadici, anzichè di precise e sistematiche direttive provenienti dalle più alte autorità del Regime nazionalsocialista (e ……. genofratricida!) di Adolf Hitler. Comunque, per ritornare all’argomento relativo al numero degli Ebrei sterminati, in un modo o nell’altro, possiamo con tutta tranquillità affermare sulla base di indiscutibili testimonianze di fonte tutt’altro che interessata e parziale, che la cifra dei sei milioni di eliminati è indubbiamente falsa ed esagerata. Ed ecco le prove. Il giornale liberal-radicale francese “Le Monde” del 22 novembre 1946 pubblicò una statistica completa del numero degli Ebrei nel mondo. Nell’articolo in questione si menzionava che nel 1930 vi erano 6.715.000 Ebrei in Europa e che il loro numero, alla fine della guerra, era di 4.250.000. E’ dunque pacifico che il numero degli Ebrei spariti è di 2.465.000, che include tutti quelli che dal 1930 al 1939 ebbero la possibilità di lasciare l’Europa. Ancora, il democraticissimo e rooseveltiano “New York Times” del 22 febbraio 1948, basandosi su cifre (fornite dal “Comitato Giudeo-Americano” e dall’Ufficio Statistico delle Sinagoghe d’America) pubblicate dal “World Almanac” per l’anno 1947, stabiliva ufficialmente che la popolazione ebraica del mondo a quella data era di circa 16 milioni di individui. Ora, considerando che la popolazione mondiale ebraica era nel 1939 di 15.688.255 (sono sempre dati del “World Almanac”), essa non avrebbe potuto superare i 10 milioni se effettivamente 6 milioni di Ebrei fossero stati uccisi nei campi di sterminio “gestiti” dal mefistofelico Heinrich Himmler.

Tiberio Occhionero