Poesia giovane. Buona da leggere, confortante per il cuore

Senza titolo

“Chiudi gli occhi, ragazza
e credi solo a quel che vedi dentro.

Copri l’amore, ragazza,
ma non nasconderlo sotto il mantello:
a volte passa qualcuno,

a volte c’è qualcuno che deve vederlo”.

 

Poesia giovane, breve e racchiusa, dipanata con levità e grazia dall’animo di chi, parola con parola, l’ha sentita come urgenza vitale da esprimere e poi in un sua veste, grafica e vocale, composta.
Agli altri offerta e donata in una sua pagina virtuale. Un pensiero candidamente manifestato, pur nella riservatezza che un tempo usava, fragrante, odoroso di buono, come un pane appena sfornato.

ElenaC_Specchio-RiflessiL’autrice è Elena Caracciolo. Nata a Vasto, dove ha anche studiato sino alla Maturità Classica, ha casa a Carunchio, oggi è universitaria impegnata in altri studi in quel di Teramo e giornalista in notizienazionali.net.

Poco più che ventenne, ha già all’attivo una sua raccolta poetica – “Specchio – Riflessi di me” – pubblicata per ri-conoscersi (per ‘specchiarsi’) in quel che nella prima età di vita era, in quel che a conclusione di un ciclo formativo, didattico e corporale, si è scoperta.
Un testo dato alle stampe quando ha ritenuto – a suo dire – di non aver più bisogno della poesia come “soccorso”, sino a scrivere in Prefazione, curiosamente, … “ora non compongo più”!
In realtà, a seguirla nei social (un luogo virtuale dove la futilità generalizzata del dire appare poco congeniale alla creatività solitaria e meditata, sofferta e d’improvviso illuminante, della scrittura poetica autentica) ci si rende conto che così non sarebbe stato e non è, sebbene in lei oggi si evidenzia prepotentemente un interesse socio-politico cui, forse, vuole affidare l’età adulta, e con il quale ritiene di poter essere “più forte” e “con più carattere” (parole sue) nell’affrontare la vita.

Quando si è poeti dentro, di natura o per vocazione, in ogni giorno che viene, si può e si deve mettere in versi, con parole sonanti ed evocative, quale che sia l’impegno professionale e sociale – lo leggiamo in una sua nota – “… il ritratto di un mondo giusto, la sequenza di un paesaggio di bolle, la cornice di un giorno felice”, e (mi permetto di aggiungere io), come il gaudio e l’amore che inebria, non meno il dolore che schianta.

Lei lo fa e sa farlo ancora (il testo sopra riportato è recente) con duttile inventiva verbale e metaforica, soprattutto alla maniera letteraria di un suo autore di riferimento, Italo Calvino: “con leggerezza”.  E’ quel che alla sua giovane età più si addice, quel che a noi gravati dagli anni vissuti, talora sofferti, giova e conforta.

Giuseppe F. Pollutri

Tratta dalla citata silloge di Elena Caracciolo:

Resina

Osservo
malinconica
il grande
e odoroso
albero
che giace
(in po’ per
geometria,
un po’
per affetto)
nel grande
giardino.

Come lui
mi spoglio
di Versi
nei mesti
periodi;
e mi adorno
di vivide
parole
in allegre
stagioni.
Come lui
scorre
il mio tempo;
e come lui
affetto
da passeri in volo
ricevo.

Ma al modo
della sua corteccia
diverrò
un giorno;

e in fragili
e paurosi
meriggi
il mio lavoro
rimeggiante
non sarà
che resina
d’un passato rigonfio
di Versi.

Luglio 2009

Il volumetto “Specchio – Riflessi di me” è stato presentato con successo al pubblico, nel settembre dello scorso anno, presso il Santuario della Madonna del Sorriso di Canneto (Roccavivara).