Gocce di saggezza

salvatore2Ragione, superstizione e verità secondo il filosofo Baruch Spinoza

1.È dunque il timore la causa che genera, mantiene ed alimenta la superstizione.

2. Falso è il vanto di chi pretende di possedere, all’infuori della ragione, un altro spirito che gli dia la certezza della verità.

3. La superstizione è sostenuta esclusivamente dalla speranza, dall’odio, dall’ira e dall’inganno, dato che essa trae la sua origine non dalla ragione, ma dalla sola sensibilità e per di più da una appassionata sensibilità.

 

L’esclusività in amore non esiste. Noi umani proviamo multipli, paralleli vincoli affettivi e sessuali. Per convenienza economica accettiamo di obbedire a regole che la società ci impone, dissimulando cosi’ le scandalose verità della nostra natura.  Quando  ci perdiamo grazie all’amore proviamo  veramente chi siamo e scopriamo lo stupore e il bruciore delle caduche meraviglie che ha vita ha in serbo. E ci illudiamo di  aver scelto.

 

Galileo, Spinoza e Averroè.
Per far trionfare il libero arbitrio e la ricerca della verità basata sul dubbio e sull’analisi empirica del  reale i cristiani hanno dovuto fare i conti con Galileo Galilei,  e gli ebrei con Spinoza. Il modello cui il mondo musulmano dovrebbe tornare e da cui partire per arrivare ad una visione dell’esistenza basata non solo sulla cieca obbedienza, ma sul libero esame è l’opera di Averroè. Ecco come la Treccani lo presenta:   ‘Averroè (adattamento occidentale dell’arabo Ibn Rushd). – Nome con il quale è noto in Occidente il filosofo, giurista, medico e astronomo arabo di Spagna Abū l- Walīd Muḥammad ibn Rushd (Cordova 1126 – Marrākesh 1198). Tra le sue numerosissime opere sono celebri in particolare i Commentari ad Aristotele e alcuni scritti originali, tra i quali il più noto è il Tahāfut at-tahāfut (in versione latina Destructio destructionis). Tre la sue tesi, che influenzarono la cultura occidentale: l’indipendenza delle verità di ragione da quelle di fede (che sono un insieme di miti e di verità pratiche), l’eternità della materia e del mondo, la negazione dell’immortalità dell’anima individuale’.

 

Nella vita vince sempre chi ha il coraggio di resistere e di battersi un secondo in piu’ dell’avversario.

La vita è fatta di rarissimi momenti di grande intensità e di innumerevoli intervalli. La maggior parte degli uomini, però, non conoscendo i momenti magici, finisce col vivere solo gli intervalli. (Friedrich Wilhelm Nietzsche)

Sentirsi vivi non è solo fare le cose bene, essere efficiente nel lavoro, brillante nella società, elegante negli eventi. Sentirsi vivi è rinunciare agli atteggiamenti di facciata e lasciare che chi ci ama conosca di noi la sostanza e questa non è fatta solo di sorriso incondizionato, ma anche di momenti di debolezza, malinconia, paura, riflessione. Le emozioni sono come i colori, infinite tonalità, tutte essenziali per non sentirsi incompleti.