Le pastorali del musicista Settimio Zimarino da Casalbordino e gli Zampognari dell’alto vastese

pastorale zimarinoRiceviamo e pubblichiamo

Nel 1986, in occasione del primo centenario della nascita del musicista Settimio Zimarino, l’editore Marino Solfanelli, di Chieti, affidò alla musicologa Giuseppina Giovannelli, di Pescara, l’incarico di redigere un saggio a ricordo delle composizioni dotte e popolari del musicista abruzzese nato a Casalbordino (Ch), l’8 gennaio del 1885.               L’opera fu inserita nella collana di  studi musicali “Pentagramma“. La studiosa pescarese, oltre a redigere un  puntuale indice bibliografico studiò approfonditamente le pastorali, composizioni che si legano intimamente alla nascita del Redentore.                         Le pastorali composte dal musicista francescano di Casalbordino per la ricorrenza della Natività ed in particolare per l’adorazione dei magi e dei pastori davanti al presepe erano per lo più  ascoltate, durante la liturgia dell’Avvento, nelle chiese di campagna, nelle cattedrali o trasmesse dalla RAI sui programmi nazionali, in occasione delle festività natalizie.  Spesso, le radici musicali delle pastorali di Zimarino sono presenti nei brani suonati dai nostri zampognari e specialmente dai suonatori dell’alto vastese (Pennadomo, Palombaro, Mozzagrogna, Pietraferrazzana). Zampognari già segnalati, per la loro bravura,  dall’antropologo Gennaro Finamore  (1836- 1923).  Con i “Canti (Pastourelles) dei Trovieri”, con i Lieder dei Minnesinger e con i Madrigali dell’Ars Nova gli  autori fanno riecheggiare suoni e melodie di zampogne, pive, pifferi e cornamuse”. Lavoro analogo riprese e  svolse, successivamente, in Abruzzo il musicista francescano Settimio Zimarino. Esempi significativi, scrive Giuseppina Giovannelli, sono: “Ninna nanna a Gesù bambino” ( per coro all’unisono su motivi popolari);  “Alla fredda tua capanna” ( pastorale a due voci uguali). L’Abruzzo, con le sue circoscrizioni di cultura pastorale e quale regione di riconosciuta area zampognara fornisce a Zimarino radici musicali di agreste semplicità. Ed è su queste radici che Padre Settimio intesse amabili melodie nelle quali rivive l’intima essenza del popolo abruzzese.                                                                                                                         Zimarino, mio insegnante di pianoforte, mi riferiva che nel periodo in cui svolgeva il suo ministero sacerdotale nel capoluogo teatino ascoltava gli zampognari del territorio vastese nelle vie di Chieti e la sera li  invitava in convento (Sacro Cuore), li rifocillava e raccoglieva le loro musiche per farne eleganti composizioni di musica dotta.                           Composizioni richieste da rinomate case editrici.  L’editore Leandro Chenna, di Torino gli scrisse in una lettera del 31 gennaio del 1950 “Ci mandi le sue pive natalizie ché la conosciamo un vero genio”.  Un lusinghiero giudizio sulle pastorali esprime anche don Mario Di Cola (direttore del settimanale L’Amico del Popolo, organo ufficiale dell’arcidiocesi di Chieti-Vasto): “Si può dire che le pagine più belle, semplici e sublimi, fresche e spontanee, vive e toccanti, padre Zimarino le abbia scritte intorno alla grotta di Betlemme”.                                                                                                                                                               Anna Maddalena Pennetta