Operazione “Aquila Nera”

image“Aquila Nera” è la denominazione della recente operazione di polizia ordinata dalla Procura de L’Aquila per stroncare, direi “per spezzare le reni” ad un tentativo di colpo di stato da parte di neo ed etero fascisti. In pratica 14 persone che, coordinate dall’ideologo Rutilio Sermonti e dal braccio armato Stefano Manni, avrebbero dovuto spargere il terrore in Italia. In particolare le azioni violente avrebbero dovuto interessare magistrati, forze dell’ordine, politici e ministri. Addirittura il braccio destro di Stefano Manni, tale Luca Infantino, spiega come deve essere coordinata l’azione violenta Deve essere simultanea e potrebbe colpire le città di Roma, Milano e Firenze per creare una punta di terrore; colpire le metropolitane per incutere terrore nella popolazione; vanno colpite banche, prefetture gli Uffici di Equitalia (e qui qualcuno potrebbe averci fatto un pensierino). Il comandante dei ROS , il generale Mario Parente ed il procuratore dell’Aquila, Fausto Cardella era basato sulla costituzione di un gruppo politico preceduto però da 6-7000 attentati sanguinari: previsto naturalmente l’acquisto di armi ed esplosivi. Quadro, dunque, decisamente fosco con vittime designate di magar i scarso valore umano ma di alto valor simbolico come Giorgio Napolitano, Laura Boldrini, Mario Monti e Cecile Kienge. In RAI stamani ho ascoltato anche del piano di colpire, contemporaneamente, dieci bersagli grossi e naturalmente mi sono chiesto (ma credo anche gli inquirenti)  come avrebbero potuto compiere dieci attentati contemporaneamente in quattordici “complottardi”: questo colpo di stato mi ricorda un analogo tentativo di “colpo di stato” avvenuto nel Veneto qualche anno fa con un trattore e, prima ancora, la marcia su Roma dei Forestali, senza dimenticare Junio Valerio Borghese In effetti nessuna analogia con l’imposizione di tre governi non eletti dopo una defenestrazione per manu europea di tale Berlusconi.

Elio Bitritto