Tasse con beffa (ladro il governo e ruffiana la comunicazione)

La solita storia, la nota e funzionale rappresentazione. Per un “gioco di prestigio” sperimentato e sempre rinnovato da chi ha nelle mani le leve del potere. Il governo, detto democratico e in realtà quello del più forte, quello che “ha vinto” e “a maggioranza” fa le leggi, mentre la “stampa di regime”, per sua consuetudine o per spiccioli e non confessati interessi di bottega, gli tiene evidente bordone.

Radio e telegiornali nella giornata di ieri hanno tenuto a dirci, variamente con le parole, ma all’unisono nella sostanza, che:
– “sulla casa, per il 2015, non ci sarà più l’aumento Imu previsto dalla finanziaria”!
– “l’aumento delle aliquote Imu, in vigore  da gennaio, verrà congelato e rinviato al 2016”!
– “ancora per il 2015 i Comuni non potranno, come già stabilito, portare l’aliquota Imu dal 2,5 al 6 per mille”!
– “dal governo misure per evitare il maxi aumento delle tasse sulla casa nel 2015 che potrebbe arrivare con l’innalzamento ora previsto”!

Stupidi gli italiani non sono, ma succubi e acquiescenti di certo. Non si sa bene se per consuetudine storica o perché fin troppo, congenitamente, “brava gente”. Al punto che lo stesso rappresentante nazionale dei “piccoli proprietari di casa” si dice soddisfatto per … lo scampato pericolo!
La realtà è che aver stabilito ope legis (vale a dire: come al governante di turno pare e piace) una tassazione via, via, crescente sulla proprietà privata di un abitazione – quella ‘cosa’ essenziale al vivere umano e civile, che molti cittadini hanno pensato bene di acquistare per sé, sacrificando altro, mentre altri sulle piazze, reali e televisive, ne rivendicano “il diritto al possesso” dallo Stato – è legittimamente da definirsi come indecente e indicibile. Ma che si pensi di aggravarlo ancora per gli anni appresso, dopo essersi inventato ed imposto la collaterale Tasi (Tari …Tares …Tarsu, a parte), e poi si finga capziosamente, quasi per una resipiscenza e persino per un vanto meritorio, di non volerlo attuare …per un anno ancora, è di quelle azioni pubbliche che fanno assai dubitare della capacità dei politici, o del sistema in genere, di saper governare ed amministrare la cosa-pubblica con senso della misura, con equità fiscale (nonché costituzionale), con la intelligente e ‘morale’ consapevolezza di quale sia un’imponibilità socialmente tollerabile. Che poi, al solito, gli organi dell’informazione si prestino al gioco, come autentici ‘compari’ di piazza,  dando per certo e dovuto ciò che il Parlamento deve ancora del tutto definire e approvare, è faccenda ancor più grave.

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Si configura, da parte degli uni e degli altri, il noto sodalizio de “il gatto e la volpe”. A spese di noi, cittadini burattini, e dei nostri quattro o cinque sudati quanto risparmiati denari. “Zecchini” per niente d’oro.
Un storia al contrario. In questa nostra, la Fata Turchina non dona affatto. Piuttosto sottrae, non poco e sempre di più.

GFP