Le donne e l’Islam

boldrini-stileDue notizie mi hanno letteralmente sconvolto in questi giorni: la dichiarazione dell’ISIS a proposito della condizione femminile e un video postato su Face Book in cui ho assistito all’infibulazione (o escissione clitoridea) di una bambina che poteva avere si e no 10 anni. Parto da quest’ultima notizia: la bambina, accompagnata dai genitori (presumo), viene portata in una stanzetta che non appare “igienica”, spogliata delle mutandine, presa dal padre (presumo) alle cosce che vengono allargate: un “operatore”, in maglietta e con la barba incolta,  taglia con un rasoio o lametta, qualcosa, non so cosa,  mentre la madre (presumo) ogni tanto si affaccia a vedere come procede l’operazione. Cosa viene tagliato e cosa viene cucito l’ho letto su internet ma mi rifiuto di riportarlo: tuttavia c’è una chiara descrizione su internet relativa ai quattro tipi di interventi. Non sto a raccontare neanche le urla disperate della bambina. Questa viene poi fasciata con una benda lunga che passa dalla vita alla vagina per impedire (presumo) un’emorragia. Tutta questa operazione ha lo scopo di preservare la purezza della bambina, adolescente e donna cui viene impedito di provare piacere durante il rapporto sessuale. Ma la conseguenza non è solo il piacere negato: soprattutto si hanno conseguenze sanitarie che possono portare alla morte della puerpera e del feto in caso di gravidanza. Questa pratica è particolarmente diffusa in Egitto, Somalia e Nigeria ma ne abbiamo avuto notizia anche in Italia.

A conferma della barbarie che si compie, la dichiarazione dell’ISIS circa il modo con cui il maschio si rapporta alla donna: “È permesso avere un rapporto con una schiava anche se non ha raggiunto la pubertà a patto che sia adatta al rapporto. Se non è adatta si potrà trarne piacere, ma senza penetrazione”. Ancora “Le donne infedeli catturare e trasformate in beni dell’Islam ci sono concesse dopo che l’imam le ha distribuite tra di noi”. Circa una schiava immediatamente dopo averla catturata o comprata è lecito agire in questo modo: “Se è una vergine il padrone può avere un rapporto con lei subito dopo averne preso possesso. Se non lo è il suo utero dovrà prima venir purificato”. Per finire “La fuga di una schiava o di uno schiavo è  il più grave dei peccati… e deve venir represso in modo tale da fungere da deterrente per gli altri”. Quanto sopra si può leggere in una sorta di “manuale d’uso”, “Domande e risposte sulla presa di prigioniere e schiave”, prodotto da quello che i militanti dell’ISIS indicano come il «Dipartimento Ricerca e Fatwa dello Stato Islamico (Isis)».

Mi sorge il dubbio che quando il presidente (pardon la presidentessa) della Camera, Laura Boldrini, parla dei migranti non sa quello che dice: infatti la sua dichiarazione, ormai di dominio pubblico “I migranti  sono l’avanguardia di uno stile di vita che presto sarà quello di moltissimi di noi”, ci deve far riflettere sulla opportunità che la signora continui a rilasciare tali affermazioni. In pratica, secondo la terza carica dello stato noi italiani dovremmo abbandonare il nostro stile di vita che apparterrebbe ad un passato da seppellire. Sarei curioso di sapere se la suddetta signora conferma essere quello dell’ISIS lo stile di vita cui dovremmo adattarci o adeguarci.

Elio Bitritto