I pagamenti in contanti

1139721-soldiEnnesimo flop di questo governo (e dei precedenti) in relazione, stavolta, al divieto di pagamento in contanti per cifre superiori ai mille euro. La dimostrazione (ma ce n’era bisogno?) è data non solo dalle dichiarazioni del viceministro dell’economia e delle finanze Luigi Casero congiuntamente al vicedirettore dell’Agenzia delle entrate Marco Cafiero, ma da questo scandalo di Roma capitale del malaffare e simbolo della decadenza morale della nostra classe politica. Berlusconi organizzava festini con i propri soldi: questi se li organizzano con i soldi degli immigrati e dei clandestini, oltre che con gli appalti sul verde e sulla spazzatura. Milioni di euro che sono il frutto di un sistema che nasce, non me ne vogliano quelli che si autoassolvono perché la “questione morale” fa parte del loro DNA, ai temi di Veltroni sindaco. Ma torniamo all’argomento principale, il limite dei mille euro. La norma risale al governo Monti che la introdusse con il D.L. n° 201 del 2011: subito si sono levati i cori di protesta “abbassiamo a 500 euro il limite per il pagamento in contanti”!. Lo stesso ministro Casero ha dichiarato “Abbassare ulteriormente la soglia non porterebbe ad alcun tipo di risultato in termini di lotta all’evasione. Abbiamo già visto in questi anni che la grande evasione, quella che contribuisce a formare i 130 mld di evasione fiscale totale in Italia, non si nasconde tra i pagamenti in contanti». Basti vedere le centinaia di milioni di euro trovati nelle case degli indagati di quest’ultima, per ora, operazione di “smaltimento rifiuti umani” di cui tardivamente, a mio avviso, si sono accorte le autorità cosiddette “competenti.

Elio Bitritto