Le procedure d’infrazione

untitledQuando un’Amministrazione nazionale, regionale o provinciale viola in parte o in toto i trattati tra gli stati membri dell’Unione stessa, si parla di inadempimento: in pratica si tratta di una procedura di controllo che si articola in due fasi: nella prima, “pre-contenziosa”, la Commissione procede alla messa in mora ed alla stesura del parere motivato. Così facendo si determina l’apertura formale della procedura di infrazione cui lo stato in esame può rispondere entro un termine con le proprie osservazioni. Quando queste siano assenti o non complete o non pertinenti, la Commissione adotta un parere motivato con cui constata la sussistenza della violazione e invita lo Stato a prendere tutte le misure necessarie per porre fine a tale situazione. Se ciò non avviene può aprirsi la fase contenziosa della procedura di infrazione, la quale si svolge dinanzi alla Corte di Giustizia. A questo punto la Corte emette una sentenza cui lo Stato deve adeguarsi: se ciò non avviene la Commissione ha la facoltà di adire nuovamente la Corte di Giustizia, chiedendo l’applicazione di una sanzione pecuniaria. Questo, in breve, l’insieme dei passi che l’Unione Europea adotta nell’attuazione delle procedure d’infrazione. Ebbene l’Italia ha il record di procedure d’infrazione: questo sono 94, di cui 77 per violazione del diritto dell’Unione e 17 per mancato recepimento di direttive. Bisogna precisare, a titolo di incoraggiamento, che il 27 novembre scorso la Commissione ha deciso la chiusura di 9 procedure d’infrazione e l’apertura di un nuovo caso, sempre per mancato recepimento di una direttiva comunitaria. A titolo di cronaca l’ultima sanzione riguarda l’ambiente: 40 milioni di euro di multa per “perdurante uso di discariche illegali con rifiuti pericolosi”. In aggiunta, bisogna tener presente la data di scadenza della “multa” poiché per ogni giorno di ritardo è prevista una penalità di mora tra 22.000 e 700.000 euro. tempi del pagamento. Torneremo sulle procedure d’infrazione dell’Italia, essenzialmente riferite all’ambiente. Tra l’altro primeggiamo anche per numero di cause pendenti davanti la Corte di Giustizia: ben 14.400, secondi solo alla Russia. In pratica l’Italia viene sanzionata soprattutto per la gestione rifiuti, e poi, a scendere, disabilità, consumatori, debiti della pubblica amministrazione, carceri

Elio Bitritto