Riflessioni a margine delle ultime elezioni regionali

ELEZIONI-COMUNALI-VOTO-0 (1)Il solito gioco delle tre carte per giustificare, per arrampicarsi sugli specchi, al di là dei risultati ufficiali che vedono premiato o sconfitto questo o quel partito, movimento o leader. Il risultato più evidente, direi eclatante, è quello dell’astensionismo che in Calabria e soprattutto in Emilia Romagna, ha raggiunto punte inimmaginabili solo pochi anni fa. Tutti si sono affannati a sottovalutare un fenomeno che, attivo da qualche anno, ha forse raggiunto il suo massimo storico. Probabilmente, però, la giustificazione secondo cui l’elettore non crede più alla politica, alla democrazia diretta, quella che ha dato luogo ai fenomeni “Berlusconi”, “Di Pietro”, “Bossi”, Grillo”, ha lasciato il posto ad un’altra più grave convinzione; quella secondo cui è assolutamente inutile votare! Questa giustificazione nasce dalla constatazione che qualunque sia il voto che l’elettore esprimerà la decisione su chi governerà sarà presa da altri: sembrerebbe una dichiarazione eccessiva ma la dimostrazione è data dalla formazione degli ultimi tre governi, compreso l’attuale, scelti dal capo dello stato e, forse dai boss del nord-europa, nonostante il popolo abbia espresso un diverso orientamento: il tutto sussurrato, se non urlato, da troppe voci, troppi si dice, troppe dichiarazioni di personaggi, di spessore internazionale, addentro alle segrete cose. Se poi a queste constatazioni aggiungete le conclusioni della Corte Costituzionale circa l’illegittimità di un Parlamento eletto con legge anticostituzionale, appare evidente che gli italiani sono abbondantemente stufi di essere presi in giro da quattro incapaci che “fanno gli scemi per non andare in guerra” ovvero fanno finta di litigare per mantenere viva l’attenzione degli elettori.

Elio Bitritto