La Corte Costituzionale

giustizia elasticaSi fa un gran parlare in questi giorni delle ripetute votazioni in Parlamento per la scelta degli ultimi candidati alla poltrona di Giudice Costituzionale. In effetti è di queste ore la nomina di Silvana Sciarra (in quota PD) con i voti del Movimento 5 Stelle in cambio della nomina di Alessio Zaccaria (in quota 5 Stelle) da parte del CSM. Con una ipocrisia degna del miglior PCI, oltrepassando il senso del ridicolo, il deputato grillino Danilo Toninelli si è detto soddisfatto ìper la mancata elezione della candidata in quota FI, Stefania  Bariatti, dichiarando “Il Pd la voterà a scatola chiusa come avrebbe votato chiunque altro in cambio del voto di Fi per il suo candidato. Ma noi non siamo interessati agli scambi di poltrone”. Stendiamo un velo pietoso su questo bugiardo e cerchiamo di chiarire cosa è e cosa fa la Suprema Corte come altrimenti viene definita. La Corte Costituzionale è un organo di garanzia costituzionale ed ha il compito di giudicare la legittimità degli atti emessi dallo Stato e dalle Regioni. Inoltre interviene in caso di conflitti per l’attribuzione tra i poteri delle istituzioni e si esprime su eventuali atti di accusa rivolti al Presidente della Repubblica. Le decisioni della Corte avvengono per mezzo di sentenze, ordinanze o decreti.  Essa è composta da 15 giudici che vengono scelti o eletti in questo modo: 5 sono nominati dal Presidente della Repubblica, 5 dalle supreme magistrature sia ordinarie che amministrative e cinque dal Parlamento in seduta comune. Un po’ più farraginosa la nomina da parte della suprema magistratura: infatti tre sono eletti da un collegio, che vede riuniti membri della Corte di Cassazione, uno da un altro collegio, di cui fanno parte membri del Consiglio di Stato e un altro ancora da un gruppo del quale fanno parte membri della Corte dei Conti. Questa struttura, che può essere considerata mista, ha l’obiettivo di dare equilibrio alla Corte Costituzionale, in modo che possano essere conciliate la sensibilità politica e la preparazione tecnico-giuridica. Ecco io mi soffermerei sulla parola “equilibrio” che appare ipocrita alla luce di una Corte schierata a sinistra in netta maggioranza. Come si fa a riconoscere doti di equilibrio in una corte che vede cinque membri nominati da Napolitano che è certamente uomo di sinistra, altri cinque che vengono nominati dal Parlamento che è in maggioranza di sinistra e gli ultimi cinque che vengono nominati da una magistratura che in maggioranza è schierata, a volte in modo plateale, a sinistra. Io non mi fido e questa mia diffidenza resterebbe tale se gli schieramenti fossero invertiti. Valgano per tutti le parole di tale Antonio Di Pietro “io a quello lo rivolto come un calzino”. Povera Italia!

Elio Bitritto