Lo stato dell’Unione

jiunckersL’Unione (?) Europea  dichiara guerra all’Italia! Purtroppo, prima o poi, doveva accadere ed i destini dell’Italia sono ormai definitivamente in mano ai burocrati europei. Per la prima volta nella sua millenaria storia le strade d’Italia non saranno percorse da colonne di panzer, i suoi mari non saranno solcati dagli U Boat e dalle portaerei, i suoi  cieli non saranno solcati da Mirage  o F 35. Per la prima volta in una guerra le vittime non saranno i soldati di terra, di mare, di cielo: solo civili e “Le genti del bel paese là dove ’l sì suona”, (Inf. XXXIII, vv. 79-80) dovranno blindare le orecchie ai gutturali suoni dei nuovi lanzichenecchi. Risentito (nel senso che si è inc …to) il neo presidente della commissione europea Jean-Claude Juncker, ha tenuto a precisare che, ove mai qualcuno avesse strane idee, lui era il della Commissione EU! Mica Tobia la spia! Insomma una sorta di versione moderna del “lei non sa chi sono io!”. Ora questo signore, che a vederlo sembra essere un mal riuscito esperimento di trapianto di testa di condor su corpo umanoide, ci fa sapere che, insieme al suo manipolo di burocrati, è stato buono ed ha chiuso un occhio (quello di vetro) sui nostri conti. Il nostro eroe ribadisce che “sono sempre stato convinto che i Consigli europei servano per risolvere i problemi, non per crearli”! ed infatti si vede che con questa “filosofia” qualche problema comincia ad averli anche la Germania: così come si vede che il nostro eroe ha perfettamente compreso come alle difficoltà di una nazione l’unica medicina è quella di aggiungere qualche altra difficoltà. E se il nostro buon Renzi non l’ha capito, ci pensa lui a dargli la sveglia ricordandogli alcuni numeri che però il Matteo nazionale naturalmente scaricherà sugli italiani. Il fatto è che l’Europa e soprattutto l’Italia, paga le scelte fatte nel passato, in un passato che non contemplava una crisi delle dimensioni che abbiamo visto e che le nazioni economicamente più deboli, a cominciare dall’Italia, non sono state capaci e non hanno potuto e saputo  evitare proprio perché legate a scelte troppo rigide. Forse è il caso che si cominci a prospettare l’uscita dell’Italia da un Unione europea alle dipendenze delle nazioni forti; perché questi grandi burocrati non vogliono che i Paesi cosiddetti deboli se ne vadano? Perché dicono peste e corna e continuano a sollecitarci a restare? Ma non è che se ce ne andiamo dall’UE qualche guaio e forse qualche grosso guaio lo pagano pure loro?

Elio Bitritto

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