Toh, chi si risente!

londra sott'acqua Nel 1922, il Washington Post (quello del Watergate), scriveva “L’Oceano Artico si sta scaldando, gli iceberg stanno scomparendo, è in atto un cambiamento radicale del clima, si stanno raggiungendo temperature mai viste prima …”. Perfetto antesignano di tutte le catastrofistiche profezie che hanno raggiunto il top con l’IPCC, gruppo di esperti intergovernativo sui cambiamenti climatici. Riprendo la notizia di una nuova catastrofe annunciata che si aggiunge alle altre che si sono succedute negli anni passati e che sono state abbondantemente smentite dal nostro essere in vita … ancora. Ebbene l’ultima bufala fa riferimento alle difficoltà esistenziali di un piccolo anuro, la rana dorata (Atelopus zeteki) a causa dell’attacco che un micidiale fungo ha portato a questa specie distruggendola: il problema ora è sapere cosa farà questo fungo: se diventerà più cattivo, se evolverà per insidiare la specie umana, se, invece, diventerà commestibile e soppianterà il carnoso ed ottimo porcino. Come se non bastasse questa inopinata scomparsa della rana dorata, si registra un’analoga difficoltà esistenziale del famoso pesce pagliaccio (Amphiprion percula), meglio noto come Nemo che, pure essendo originario e tipico dei mari tropicali, vive anche sotto le coste ischitane dove appunto è stata documentata la sua grama esistenza. Il fatto è che solo i pagliacci simpatici passano i guai mentre ben altri pagliacci vivono e prosperano, anzi allargano il loro habitat. Tornando alla ennesima catastrofe annunciata, riconducibile come tutte le catastrofi al cambiamento climatico (loro, gli ambientalisti, la chiamano “global warming” che fa molto più chic e la attribuiscono all’uomo) bisogna dire che dopo la piccola era glaciale che vide il suo massimo con l’anno senza estate, il 1816, le temperature del globo hanno fatto registrare un aumento costante che però, da 17 anni a questa parte risulta essere altrettanto costante. Il famoso Club di Roma profetizzava la scomparsa della vita sulla terra, o quanto meno dell’uomo, per il 2010: fortunatamente questa è stata rinviata per oscuri motivi, forse i soliti ignoti poteri forti; così come l’altra, meno grave ma ugualmente terribile, profezia dell’ONU del 1989 secondo cui entro il 2000 metà delle terre “emerse” avrebbero cambiato “stato civile” diventando “sommerse”. E che dire della IPCC, alla fine scoperta, che confessa la correzione dei dati circa la variazione della temperatura globale per continuare a sostenere il famoso global warming: previsioni di cui i ghiacciai dell’Oceano Artico, cresciuti del 60%, non hanno tenuto conto. Il fatto gli è che magari i “pagliacci” che si estinguono sono molto meno di quanti sarebbe auspicabile sperare e che l’unica specie che non teme estinzioni è quella dei catastrofisti ad ogni costo.

Elio Bitritto