LE MARIONETTE DEL PUPARO VASTESE

Con molto piacere riceviamo e pubblichiamo una nota storica su uno dei tanti  Artisti  abruzzesi troppo presto  dimenticati  che la passione e la sensibilità di Vito Giovannelli ci consente di ricordare

locandina marionetteMario Luigini

Nel 1911, nasceva a Vasto il costruttore di marionette Mario Luigini: faceva parte di una famiglia di teatranti che nel 1919 aveva impiantato un teatro stabile di marionette a Pescara, nel quartiere di Borgomarino. I Luigini, maestri del teatro di figura e di animazione, non si esibivano solo a Pescara. Si spostavano anche “con otto attrezzati carretti tipici delle compagnie di giro” (cfr., Vito Giovannelli, Il teatro delle marionette di Borgomarino di Pescara, Quaderno d’arte, Pescara, Ed. Settembrata Abruzzese in collaborazione con l’Università di Chieti, 2009).    Nello stesso anno l’Università di Chieti organizzò un convegno sul teatro dei Luigini, in considerazione che il loro teatro aveva rappresentato, nell’anteguerra, un bene culturale che andava ricordato e segnalato specialmente ai cultori. Alcuni volantini pubblicitari documentano che oltre alle rappresentazioni date a Pescara e  in Abruzzo, i Luigini calcavano le scene di teatri marchigiani (Ripatransone, San Benedetto del Tronto)  e pugliesi (Apricena, San Severo, Lecce). Un particolare volantino testimonia anche una rappresentazione a Venezia della compagnia teatrale dei Luigini.                                                                                      Praticamente il loro lavoro si svolgeva, maggiormente, in teatri della fascia adriatica del centro-sud.  Nella compagnia ognuno svolgeva un ruolo preciso. Luigi, capo carismatico della compagnia, era un “teatrante specializzato nell’arte dei pupi” e svolgeva il ruolo di coordinatore (cfr. Carmine D’Ottavio, Borgomarino – c’era una volta, Montesilvano, Edizioni Imaging, s. d.).  Mario (nato a Vasto nel 1911) e il fratello Angelo (nato a Castellamare Adriatico, nel 1909), erano addetti alla costruzione  delle marionette. Il fratello Edoardo (nato a Lecce), sebbene fosse in grado di scolpire, svolgeva il compito di armatore dei personaggi, avendo frequentato un laboratorio orafo. Oltre alle armi foggiava scudi, corazze, gambali e cimieri. La zia Angela Liberti, sarta di professione, le vestiva con velluti sgargianti e galloni di epoca vittoriana.  Le marionette realizzate  da Mario e da Angelo erano, per certi versi, frutto estetico della cultura collettiva della famiglia Luigini, prodotti realizzati con tecniche artigianali di livello, come dimostrano le marionette esaminate personalmente in una nutrita documentazione fotografica in possesso degli eredi. Mario, pare fosse il più abile nella scultura in legno di cirmolo (informatore Ottavio Luigini, nipote). Il tema antropomorfo è stato, nell’arte e nell’artigianato di tutti i tempi, capitolo fondamentale per eccellenza. Il costruttore di marionette, soprattutto, basava il suo lavoro specialmente sulla figura umana, realizzando personaggi del teatro epico-cavalleresco e del mondo popolare. Tra i personaggi più famosi del mondo popolare si ricordano: Pulcinella il furbo,  Scartellato l’ingenuo, Arlecchino il  burlone,  capitan Tempesta il fracassone e il drago invasore o mangiafuoco.  L’arte di Mario e dei pupari in genere è oggi un’espressione moribonda. Anzi, morta. Le marionette rivivono, infatti, solo nelle vetrine di pochi musei. In Italia si ricordano quelli di  Palermo, Museo Pasqualino; di Torino, museo Lupi e di Genova Campomorone, museo Cenderelli).  Se si esclude l’attività della compagnia C. Colla, di Milano, presente nel 2909 al Circus di Pescara, con la rappresentazione dell’Aida, oggi difficilmente le marionette calcano le scene di teatri importanti.                                                                                                                                                       Vito Giovannelli