Occupazioni abusive

SAM_2842Provenienti dalle periferie urbane, hanno chiesto asilo politico una mamma gatta e tre piccoli mici: apparve subito evidente che si trattava di una ragazza madre (pardon gatta madre) prematuramente abbandonata dal compagno alla prima notizia di un parto trigemellare. Senza bagaglio, senza documenti, si sono presentati davanti casa con sguardo implorante e lamenti gatteschi. Naturalmente non si poteva restare insensibili al “grido di dolore “ che si levava davanti alla mia porta e subito in famiglia fummo consapevoli che non li si poteva inviare ai vari CIE sparsi per l’Italia; si procedette dunque alla realizzazione di un alloggio dotato di servizi per accogliere la famigliola con buona pace dell’anziana padrona di casa, la meticcia Sharon, inizialmente offesa ed aggressiva nei confronti dei nuovi arrivati e poi, obtorto collo, d’accordo. Dopo un iniziale ambientamento la famiglia prese possesso del nuovo territorio difeso peraltro dagli sbarchi (pardon arrivi) di altri clandestini scacciati in malo modo. Purtroppo, come in tutte la famiglie, qualcuno manifestò un precoce senso di indipendenza che sfociò ben presto in aperta ribellione al punto che la madre, inflessibile, cacciò il ribelle. La caratteristica principale del ribelle era l’orgoglio e subito si mise alla ricerca di un nuovo alloggiamento dotato addirittura di riscaldamento solare: il risultato è stato, per ora, superiore alle aspettative ed il micio ribelle si è così immedesimato nella parte che non gradisce intromissioni nella sua privacy … come si può vedere.

Elio Bitritto

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