Un governo ombra o un’ombra di governo?

de benedettiIn una frenetica ricerca del consenso, meglio di una “approvazione” di alto livello, il braccio destro di Renzi, l’on. Graziano Del Rio si reca a casa di Carlo De Benedetti, tessera n° 1 del PD, per … consultazioni! La giustificazione addotta da Del Rio è stata di un disarmante candore “E’ un imprenditore italiano, io ne incontro tanti per avere il polso del Paese, quindi ascoltiamo il parere degli imprenditori italiani, di chi fa impresa. Si è trattato di una chiacchierata molto normale, tranquilla. Abbiamo parlato del Paese come faccio normalmente con tanti altri”. Fin qui la serafica giustificazione del sottosegretario alla presidenza del consiglio che alle otto e trenta del mattino va a trovare uno dei più discussi personaggi della politica economica italiana, padrone di “Repubblica” il giornale ispiratore delle mosse governative; da quando in qua un ministro si presenta alle otto del mattino a casa di un qualsiasi cittadino, figuriamoci un tipo come De Benedetti,  per chiedergli come vanno gli affari, se ha qualche suggerimento da dare al governo, se gli bastano i soldi di cui Sorgenia ha fruito per risolvere i problemi di una gestione fallimentare o, più semplicemente, gli ha portato un cappuccino con brioche. Avrebbe potuto almeno citare qualche altro incontro mattutino con qualche altro grosso imprenditore. Senza contare che, a quanto pare è la prima volta che un “governo” va a casa (manco in ufficio)  di un imprenditore invece che il contrario. Tra l’altro l’imprenditore “italiano” risiede abitualmente in Svizzera o, addirittura, ha la cittadinanza svizzera (?). Malignità? Forse: ma senza voler scomodare Andreotti la puzza di bruciato si sente parecchio.

Elio Bitritto

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