L’indifferenza

marò Sono ormai passati diversi giorni dall’insediamento di Matteo Renzi alla guida dell’unione europea nel semestre italiano: diversi i temi affrontati durante il suo discorso di insediamento  che ha avuto diverse coloriture e apprezzamenti molto diversi in relazione ai temi trattati. Tra questi particolarmente criticata l’assenza di un qualsiasi riferimento ai due fucilieri di Marina Salvatore Girone e Massimiliano Latorre, da oltre due anni letteralmente “sequestrati” da un governo criminale. Non una parola per chiedere, pretendere, una azione incisiva da parte della cosiddetta U.E., non una parola per far comprendere  che non solo i marò, ma i familiari, i loro commilitoni e l’intera comunità italiana sono esasperati da un insieme di indecisione, imperizia, pressapochismo: insomma dall’indifferenza. Diceva Ezra Pound  (Credito sociale 1935) che “Gli indifferenti non hanno mai fatto la storia, non hanno mai neanche capito la storia”. Siamo di fronte al parassitismo politico di chi non vuole disturbare il manovratore, vale a dire quelli che dovrebbero essere  i nostri “amici ed alleati”, Europei che fanno e faranno affari con l’India in assenza di un diretto concorrente! Siamo dunque di fronte ad una forma moderna di vigliaccheria, alla negazione dell’orgoglio di essere, di vivere: e non basta lo scatto d’orgoglio sulla necessità di una certa flessibilità nel rigore dei conti: se una medicina aggrava le condizioni di salute del paziente, la medicina deve essere cambiata. Napolitano e tutti coloro che qualificano come “qualunquismo” gli euroscettici dovrebbero cominciare a comprendere  le ragioni di questo scetticismo che si va trasformando in ribellione vera e propria: questi europeisti senza se e senza ma evidentemente non sanno, dall’alto delle loro prebende, come è la vita degli italiani che ogni giorno si trovano a combattere con una nuova tassa, con nuove accise ed alcuni anche con l’indifferenza. Come si può chiedere agli italiani di essere convinti europeisti quando a Roma i Rom spadroneggiano, quando ai clandestini vengono pagati “stipendi” che in molti sognano di avere? Molti italiani si domandano perché non vengono accolti dai loro fratelli arabi che i soldi li hanno: oltretutto restando in Paesi con le stesse leggi religiose e civili. Evidentemente c’è qualche Boldrini di troppo che promette ciò che per gli italiani è un miraggio. Senza dimenticare gli allarmi circa la pericolosità sociale di estremisti che vengono denunciati anche livello governativo o gli allarmi circa la pericolosità sanitaria. Ma questi nostri “governanti” si rendono conto di cosa stanno combinando?

Elio Bitritto