Marò dimenticati

fucilieri Tra i milioni di temi che hanno appassionato i nostri leader durante questa campagna elettorale non ho ascoltato una sola parola sui due soldati italiani illegalmente detenuti in una nazione che si autodefinisce “civile”. L’India, una nazione che ha dimostrato ampiamente quel che vale che è inversamente proporzionale alla sua popolazione. Una nazione che ha mentito su tutto, a cominciare dall’inganno con cui face rientrare in acque territoriali indiane la nave da cui sarebbero partite le raffiche che hanno ucciso i pescatori indiani. Gli indiani hanno mentito le indagini sulle armi, hanno impedito le indagini sui corpi dei pescatori, hanno impedito le indagini sulla barca, hanno omesso di cercare altri eventuali colpevoli, hanno omesso di controllare gli orari del cosiddetto attacco e delle comunicazioni, hanno omesso di indagare cosa su cosa ci faceva una piccola barca così distante dalla costa indiana: insomma hanno costruito un caso ed hanno potuto farlo perché l’interlocutore, Monti, Letta o Renzi  che siano, non è stato capace di reagire  ad una evidente stortura giuridica.

E come non accomunare a questa manica di incapaci l’Unione Europea o l’ONU, veri “datori di lavoro” dei nostri militari, che se ne sono lavati le mani, come con il problema degli sbarchi di disperati in Italia, definendo la questione come ”interna” al governo italiano. Tra l’altro non è ancora chiaro se questo governo ha avviato le pratiche per  un arbitrato internazionale, cosa che sarebbe dovuta essere iniziata appena dopo le prime sconcezze indiane. Abbiamo ora un ministro, la Pinotti che intanto ha levato di torno l’ambasciatore ormai è casa in India e che non ha risolto nulla: si è in attesa di un altro plenipotenziario magari con qualche potere e attributo in più. Resta il fatto che, proprio perché le elezioni europee sono alle porte, questa sarebbe stata l’occasione giusta per coinvolgere questa burocratica Europa in una azione diplomatica di maggior peso. Continuando con questo tipo di Europa, l’Italia non avrà alcuna prospettiva di sviluppo: e più volte abbiamo scritto che un’Europa in cui le leggi sulla giustizia, le leggi sull’immigrazione, le leggi fiscali sono così diverse non è l’Europa che è stata promessa, è una truffa.

Elio Bitritto