I Fucilieri sequestrati in India

stamme di veneziaSono passati oltre due anni dalla vicenda che ha visto il sequestro politico-elettorale dei due fucilieri italiani da parte delle autorità indiane. Inutile stare a ripetere la cronistoria della vicenda che solo l’ottusa testardaggine delle autorità indiane ha portato a questo punto. Ottusa testardaggine indiana intimamente intrecciata alla altrettanto, se non peggiore, ottusità delle autorità italiane, a cominciare da quel fulgidi esempi rappresentati in primis dall’ex premier Monti, per seguire con quel pavido di Letta.  Dall’inizio della vicenda era evidente che l’approccio con gli indiani dovesse essere di tipo “internazionale” considerata la funzione della missione favorita dall’ONU e considerata la localizzazione in acque internazionali. I nostri responsabili hanno preferito affrontare la questione in termini di “volemose bene” senza rendersi conto del contesto in cui la vicenda si stava sviluppando, le elezioni regionali e nazionali in India. Con un continui rinvio dell’unica decisione possibile e praticabile l’opinione pubblica italiana ed internazionale ha mostrato di avere competenze e assunti giuridici che neanche l’ultimo dei paesi del terzo mondo avrebbe potuto inventare. L’ultima trovata del governo, equamente divisa tra Letta e Renzi è stata il richiamo  dell’ambasciatore Mancini a Roma per “consultazioni”. Oggi si viene a sapere, dal ministro degli Esteri Mogherini, la verità sull’ambasciatore ufficialmente richiamato a Roma per “normali ferie e/o consultazioni”: in realtà il ministro ha annunciato che per seguire questo nuovo percorso, “ed alla luce della fase che si apre in India con le elezioni, abbiamo deciso di far rientrare a Delhi l’ambasciatore Daniele Mancini”, che era stato richiamato per protesta contro i continui rinvii delle autorità indiane sul caso. Ma “ora è utile che torni in India”. Quindi qualcuno aveva detto il falso prima. In Italia sono presenti circa centomila indiani: cominciamo ad espellerne 100 alla volta e vediamo quale potrebbe essere l’atteggiamento degli indiani. Pensare, come è stato ipotizzato, che i due fucilieri restano in India per non “disturbare” gli affari di alcune grosse ditte italiane con l’India è semplicemente aberrante ma non si vede quale altro motivo abbiano le autorità indiane per continuare a tenere un atteggiamento che è al di là dei normali rapporti tra stati che non sono in guerra. Da una parte, dunque, gli affari e dall’altra, le elezioni. C’è da vergognarsi? Certamente si! Ma non noi italiani bensì i nostri governi che, si ha un bel dire che sono la rappresentazione di tutto un popolo, non è difficile rifiutarsi di esser messo all’ammasso degli imbecilli.

Elio Bitritto

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