I sacrifici degli italiani

barcone migrantiIn questi giorni, ormai da lungo tempo, non si fa che parlare della crisi, delle difficoltà economiche delle famiglie, in troppi casi dell’impossibilità di arrivare a fine mese. Finché c’era Berlusconi i media (quelli che la vulgata popolare voleva controllati da Berlusconi!) attaccavano il governo perché la gente finiva le risorse alla terza settimana e qualcuno si è spinto ad ipotizzare addirittura la seconda settimana. Si sono succeduti tre governi non votati dagli italiani a cominciare da Monti letteralmente calato dall’alto, esattamente come le marionette, e sostenuto, con grande senso di responsabilità, sempre negato dai media e dall’odio, dallo stesso Berlusconi, fino a quando le votazioni, baldanzosamente indette per liquidare “don Silvio” una volta per tutte, si sono rivelate una vittoria di Pirro con una sostanziale paralisi. A questo punto interviene ancora il “deus ex machina”, Giorgio Napolitano, che impone un nuovo governo a sua immagine e somiglianza con Letta a capo di una coalizione in cui ancora una volta si chiede al Cavaliere di mostrare il suo senso delle Istituzioni appoggiando un governo non eletto. In ultimo, per ora, la valanga Renzi cui Napolitano non si oppone, liquidando Letta, il suo “figlioccio” e “battezzando” il terzo governo non eletto (alla faccia della difesa della Costituzione più bella del mondo!) con la complicità di Alfano, alias Bruto,  che dà un senso alla sua grigia personalità accoltellando alle spalle Berlusconi, alias Cesare, in un’ennesima prevaricazione della volontà popolare. A tal punto infido Alfano che, in presenza degli imponenti sbarchi di quelli che ope legis non si possono definire clandestini, tace e acconsente, ben sapendo che oltre seicentomila disperati (un esercito!) si accingono ad invadere un’Italia lasciata sola da quella Istituzione inetta, incapace, mangia soldi che si è dimostrata essere l’U.E. (tra gli sbarchi in Sicilia e ad Anzio in Italia sbarcarono 664.000 tra americani ed inglesi, un esercito!). Tutti gli italiani sono chiamati al sacrificio, soprattutto economico, e così ci permettiamo il lusso  di spendere 300.000 euro al giorno per andare a recuperare questi disgraziati a pochi chilometri dalle coste libiche (e ad oltre 80 – 90 da quelle italiane!!!), alloggiarli, curarli, nutrirli e stipendiarli. Molti politici, di tutto l’arco parlamentare, si sono fatti una posizione economica: le aziende e le tenute dei nostri sensibili ed umanitari campioni della solidarietà hanno mai assunto ed alloggiato qualcuno di questi migranti? Dalle loro prebende sono state prelevate cifre concrete di solidarietà? Cosa hanno fatto tutti questi signori e signore di più o di meglio di quanto hanno fatto gli italiani?

Sarebbe ora che anche la classe privilegiata dei parlamentari, delle alte cariche, dei funzionari e degli impiegati dello Stato diano concreta testimonianza del loro  contributo economico a questa dissennata politica dell’accoglienza, prima di chiedere ulteriori sacrifici agli italiani.

Elio Bitritto