La compravendita di senatori

untitledLa vicenda è nota: Berlusconi è indagato e sotto processo a Napoli con l’accusa di aver “comprato” il senatore De Gregorio con 3 milioni di euro (di cui due in nero) perché passasse dall’IdV al Pdl e far così cadere il secondo governo Prodi. Tra gli avvocati di De Gregorio figura il tristemente famoso Di Pietro che è tornato a fare il PM. Inizialmente il tribunale dichiarava Berlusconi contumace per non essersi presentato ma in serata questa dichiarazione viene revocata gettando nello sconforto i vari PM e lo stesso Di Pietro. A questo punto una rapida carrellata sul personaggio De Gregorio è importante. Giornalista e politico, iscritto al PSI, nel 1994 passa a Forza Italia: nel 2005 passa alla Democrazia Cristiana per le Autonomie di Gianfranco Rotondi; l’associazione trova un accordo con IdV nel 2006 che dura poco dato che De Gregorio si dimette il 25 settembre dello stesso anno. Nel settembre 2007 ri-passa ufficialmente a Forza Italia e il 24 gennaio 2008 vota la sfiducia a Prodi: un mese dopo, il 25 febbraio 2008 viene accusato di corruzione: intanto continua a far parte del centro destra come senatore del PdL fino al 2012 quando si autosospende il 17 aprile per quel reato da lui confessato. Fin qui la storia un po’ oscena di questo signore e i Pm di Napoli, con tutto il battage delle grancasse di sinistra, sfruttano l’occasione per addebitare a De Gregorio la caduta di Prodi! Palesemente ambiguo il personaggio e palesemente falsa l’accusa per il semplice motivo che le dimissioni risalgono a settembre 2007 mentre Prodi cade nel gennaio 2008 e certamente non per quella nullità di De Gregorio ma perché il ministro della Giustizia di Prodi, Clemente Mastella, fu oggetto di un’altra indagine con l’arresto perfino di sua moglie.

Ma perché De Gregorio aspetta 5 anni per autodenunciarsi? Forse perché non è stato riproposto nel centro destra? O forse perché a suo carico c’è un’indagine per false fatturazioni e truffa (insieme all’altrettanto ambiguo Lavitola per le sovvenzioni non dovute a “L’Avanti” per oltre 23 milioni di euro (c’è stata una sorta di do ut des?)? Ammetterete che la vicenda è equivoca come i personaggi di cui sopra! A questo punto perché non indagare Di Pietro per aver “sottratto” nel 2006 questo bel campione di coerenza al Centro Destra? Quello è un passaggio legittimo e quello compravendita? Consentitemi il dubbio.

Elio Bitritto