Dedicata agli innamorati. Gli orecchini d’ambra

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I.

Fu amore a prima vista?

È chiaroveggenza

la precognizione che ritorna.

Raccatto, astruso viaggiatore, frammenti

e inserisco nel tempo trascorso,

navigando nello spazio,

il nostro primo incontro.

II….

Sempre nuovo è lo sfondo

nel lobo limbico dell’ ippocampo

che aggiorna gli anni nella memoria.

Come presenti sono gli orecchini

d’ambra scelti con tanta cura

nel mercato coperto di Cracovia!

Pregna era l’aria di carne

su carboni accesi

e straripanti erano i boccali

di birra incappucciata.

III

La ritrosia fu redine alla passione

e vano poi il rimorso

e dell’ingordigia il morso di te, di me.

È cognizione anomala,

campo di coscienza, magia naturale,

l’amore che ora mi restituisce

il tuo volto abbronzato

testimone dell’unigenita natura

in letargo un pomeriggio d’inverno

sotto una sudicia coltre, già bianca.

IV

E l’umana mia contingenza,

in cerca d’universale intelligenza,

lo rivela nella continenza

della materia a cui nulla s’aggiunge

perché mai smanca, anche se cambia.

Dove collocarne la forza che sprigiona?

Come rinominarne le emozioni che procura?

V

Ammiro nel libro della mente

sempre al presente il fiore

della pianta incastonato

da lontana eruzione nell’ambra

e ammalianti dondolano

gli orecchini gialli

mentre ilare farfalla,

mano nella mano,

tanto bella e fragile,

mi cammini accanto.

Montreal, 11 febbraio 2014

 

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