Inaugurazione dell’Anno Giudiziario

imagesCAYCKAUP   Siamo passati da otto milioni di baionette a quasi nove milioni di processi in attesa di risposta da parte del potere giudiziario.  Il presidente della Cassazione, Santacroce, minimizza Non sono giustificate espressioni come “collasso” o “sfascio” o “stato comatoso”, termini che appaiono oggettivamente mistificatori della situazione del settore: evidentemente il senso del ridicolo è diversamente inteso. Questa dichiarazione è una sorta di “preambolo” in base al quale Santacroce assolve la categoria e l’unico appunto è riferito alla carcerazione preventiva che porta ad una inaccettabile vivibilità delle carceri per cui l’unica soluzione sarebbe quella dell’indulto (non quella di un maggior impegno dei giudici!!!).  Altra piccola pecca rilevata dal Santacroce nel generale processo assolutorio della categoria si riferisce al sistema di autogoverno che si traduce in un sistema di potere  diffuso. L’arringa difensiva di Santacroce si conclude  con l’omissione  di qualsiasi accenno alla inefficienza dell’apparato produttivo e alla pigrizia dei togati. La conclusione è degna di Cicerone La colpa è della classe politica che delegittima la magistratura. Infatti, conclude Santacroce, E’ fisiologico che, posta di fronte al reiterarsi di attacchi speciosi, la magistratura reagisca con una chiusura difensiva. Ma noi dobbiamo andare avanti e domandarci che cosa dobbiamo fare per accrescere il prestigio della magistratura e la credibilità del suo operato, senza alimentare diffidenze, pessimismi, sospetti.

Anche il Procuratore Generale Gianfranco Ciani si è soffermato sui rapporti tra toghe e politica per ribadire che “la magistratura non persegue finalità politiche”, pur ammettendo “che possano esserci stati errori”. Ciani ha stigmatizzato l’esposizione mediatica che colpisce certi magistrati che devono invece agire nel più rigoroso riserbo.

Elio Bitritto