Ricordo-flash di Raimondo D’Inzeo

Raimondo D'Inzeo (1925-2013)MONTECILFONE. Il sedici novembre duemilatredici un Mitico Cavaliere Italiano, di schiettissimo sangue arbëresh-ciociaro, raggiungeva al galoppo i fatidici Campi Elisi! Ad accoglierlo e rendergli gli Onori Amicali sono altri Sidèrei Cavalieri di Olimpia capitanati dal francese Pierre Jonquères d’Oriola, dal tedesco Anton Ebben e dall’italiano Graziano Mancinelli.

Il ricchissimo superbo carniere olimpico del nostro D’Inzeo? Eccolo. Vi figurano 41 vittorie nelle corse: 25 in piano, 16 sugli ostacoli. Ufficiale di prima nomina in “Savoia Cavalleria” nel 1949, Raimondo passa nell’Arma dei Carabinieri nel 1950 e vi rimane fino al congedo (luglio 1981). Esordisce sulla scena olimpica a Londra (1948) nel completo con “Regate”, una cavallina modesta, e lotta per il bronzo di squadra, fallito per il banale errore di percorso di un altro concorrente. Ad Helsinkj (1952) è quinto con “Litargirio”. Vince le due prime medaglie alla sua Terza Olimpiade, a Stoccolma (1956): è secondo nell’individuale e nella gara a squadre montando il famoso “Merano”. Nello stesso anno s’impone con “Merano” nel campionato del mondo ad Acquisgrana. Mercoledì 7 settembre 1960, a Piazza di Siena, vince con “Posillipo” l’oro di Olimpia nel gran premio di salto ad ostacoli individuale: in mattinata è il solo a compiere un percorso netto; nel pomeriggio, nonostante tre errori al sesto, nono e undicesimo ostacolo, è primo davanti al fratello Piero. «”Posillipo” era un cavallo più sostenuto di “Merano”; figlio dello stesso padre, “Ugolino da Siena”, proveniva dallo stesso allevamento di Pontecagnano dei baroni Morese. Aveva più mezzi di “Merano”, ma era più scontroso e sensibile: era un cavallo che si adombrava subito. L’ho preparato per 5 anni in vista delle Olimpiadi», confiderà D’Inzeo in un memorabile incontro-intervista che avemmo con lui due lustri orsono nella sede del prestigioso “Pony Club”, a Roma (1). Nello stesso anno vince il secondo mondiale al Lido di Venezia con “Gowran Girle”, una cavalla irlandese un pò bisbetica che induce all’errore i suoi avversari: «L’ha fatto apposta», mormorano poi i battuti. A Monaco (1972) con “Fiorello” ripete il bronzo di squadra conquistato con “Posillipo” sia a Roma (1960) che a Tokyo (1964). A Montreal (1976) su “Bellevue” disputa la sua ottava Olimpiade: il cavallo si produce uno strappo in campo di prova, quando è in zona medaglia. Non gareggia a Mosca (1980) per il boicottaggio olimpico, ma resta l’uomo che ha partecipato a più Olimpiadi.

 

ANNOTAZIONE

(1)-L’intervista, ancora oggi inedita, sarà pubblicata in occasione del LXXXIX° anniversario della nascita dell’indimenticale Generale di Brigata Raimondo D’Inzeo!

Tiberio Occhionero