Ritorno al presente: l’Italia, tra carnevale e quaresima

carnevale-contro-quaresima-1560-viennaDi certo non sarà …l’avvento politico-mediatico del signor Renzi da Firenze, con tutti i suoi ‘renzini’ e ‘renzine’, a portarci il Bene Comune (per la precisione “di tutti”) di cui abbiamo un gran bisogno. Se questo è, credo che una riflessione, serena e spassionata, sia opportuna farla sul babelico momento sociale (dai duri risvolti umani e individuali) che stiamo vivendo, in un’impotenza d’intervento democratico che le mediatiche esternazioni di piazza o di “primarie”, di quelli che si dicono presuntuosamente e variamente “il popolo”, disconoscono e celano. Allo scopo mi giovo della ripresa e pubblicazione di un articolo dell’attento opinionista Antonio Capitano, apparso in questi giorni su formiche.net. GFP

Come finirà? di Antonio Capitano

“Non comprendo la battaglia del tutti contro Grillo. Non condivido praticamente nulla delle esternazioni del comico genovese che prova a fare il leader alzando la voce, ma nel caso del richiamo al voto subito concordo, con molte riserve, con la sua tesi.

Dopo la solenne bocciatura della Consulta, tutte le forze politiche non hanno avuto il minimo decoro per ripristinare le regole del gioco approvando una legge elettorale “minima” già dal giorno dopo. Quel ritorno al Mattarellum comunque mediocre (e pieno di insidie) ma se non altro decente per dare di nuovo ai cittadini la possibilità di scegliere i propri rappresentanti.

Delle larghe intese per necessità sarebbero state opportune per tornare presto al voto. Invece si traccheggia patologicamente aspettando le motivazioni della Corte nella speranza di trovarne rifugi o spiragli.

Nel frattempo l’assemblea del PD ha sostanzialmente assestato gli equilibri interni. Prova ne sono le nomine in Direzione poco innovative o rottamanti. A queste si aggiunge un patto di non belligeranza tra Renzi e Letta. Tradotta in altri termini, Letta vorrebbe tranquillità per gestire il Semestre Europeo con Renzi, ormai proteso a far passare una legge di stabilità che non contempla, come dovrebbe, il disagio sociale.

Una legge di stabilità totalmente scollata dalla società che serve solo a dimostrare all’Europa che abbiamo fatto, ancora una volta, il compitino a casa; il che equivale ad un tirare a campare, per sfangare l’ennesimo adempimento di fine anno.

Ho la sensazione che Letta voglia studiare in prospettiva europea. Quasi che il suo ruolo futuro possa essere proprio nelle alte istituzioni di un’Europa sempre più lontana dai cittadini e dalle ragioni della sua fondazione.

Nel frattempo nessuno riesce a mettere a fuoco proprio tale disagio sociale. Lo stesso Renzi si è sforzato di dire qualcosa di sinistra puntando sulle unioni civili, ma non su provvedimenti, di impatto immediato e concreto, che potevano essere recepiti da questa legge di stabilità più sciapa di un pasto per ipertesi.

Un ritorno al voto potrebbe mettere fine a tutti i giochi di prestigio per rimescolare davvero le carte che mirano a prolungare la vita di questo governo originato, a questo punto, da un Parlamento ormai senza alcuna legittimità.

Bisogna ripartire almeno dalla legittimità, anche perché una serie di nominati sta danneggiando oltremodo questo Paese lacerato da tante fratture sociali, ma soprattutto dall’indifferenza di coloro, seppur solennemente bacchettati, continuano imperterriti a far finta di niente.

L’unica speranza a questo punto sono, paradossalmente, proprio le motivazioni della Corte.

Con l’auspicio che una sonora legnata possa far finalmente capire che il Carnevale è finito e che il ballo in maschera dei pochi sta provocando una lunga e magrissima Quaresima per la gente.” – AC

Giuseppe Pollutri