Luminarie e luminari

luminarieLa solita Italia, scalcagnata e prona alle stupidaggini della burocrazia che non esiste se non animata, plasmata da esseri umani ed applicata da altrettanti esseri umani . Su questo famoso e fumoso articolo 57 del T.U.L.P.S. (è scritto proprio così!) di tutto si parla eccetto che di impianti elettrici provvisori o permanenti che dir si voglia. Sarebbe interessante indagare e conoscere chi è stato quel deficiente che qualche anno fa ha voluto estendere una normativa che riguarda i fuochi pirotecnici alle cosiddette luminarie. Il famigerato art 57 recita esattamente 1. Senza licenza della autorità locale di pubblica sicurezza non possono spararsi armi da fuoco né lanciarsi razzi, accendersi fuochi d’artificio, innalzarsi aerostati con fiamme, o ingegnere farsi esplosioni o accensioni pericolose in un luogo abitato o nelle sue adiacenze o lungo una via pubblica o in direzione di essa.

2. E’ vietato sparare mortaretti e simili apparecchi.

Dove sta scritto che le luminarie sono assimilabili ai mortaretti? In realtà non c’è scritto ma, in soccorso dell’idiozia giunge puntuale il Regolamento Esecutivo del T.U.L.P.S. (sempre quello) che recita:

Art.110 Regolamento Esecutivo del TULPS:

1. E’ soggetta alla licenza contemplata dall’art. 57 dalla legge la costruzione di impianti

provvisori elettrici per straordinarie illuminazioni pubbliche, in occasione di festività civili o

religiose o in qualsiasi altra contingenza.

2. La licenza non può essere rilasciata a chi non dimostri la propria capacità tecnica con

qualunque mezzo ritenuto idoneo dall’autorità di pubblica sicurezza.

3. Gli spari, le esplosioni e le accensioni diverse da quelle contemplate al primo comma del

presente articolo non possono compiersi che in un luogo sufficientemente lontano dalla

folla, in modo da prevenire danni o infortuni.

4. E’ obbligatoria l’assistenza della forza pubblica.

Il legame logico che assoggetta l’impianto elettrico ad un’esplosione è pari al legame logico che assimila l’intelligenza dell’estensore dell’interpretazione a quella di un’ameba ridens .

Tralasciando i commenti sulla necessità che tali impianti elettrici provvisori debbano esser installati da personale specializzato sulla base di progetti redatti da un geometra o un ingegnere, resta assai difficile da digerire il fatto che qualcuno in prefettura si sia preso la briga di rompere i cosiddetti ai cittadini.

Elio Bitritto