Alfano e Letta, che accoppiata!

Non accenna a placarsi la protesta del movimento dei Forconi esasperati sia dalla situazione di grave e gravissima crisi entro cui da troppo tempo si dibatte il Paese, sia dall’indifferenza con cui le “autorità” li trattano nel senso che nulla fanno per dialogare, per cercare di capire quali sono i problemi. Certo non è uno solo il problema perché il disagio è presente un pò in tutte le categorie di lavoratori per cui i problemi riguardano artigiani, commercianti, piccoli imprenditori, impiegati, esodati e chi più ne ha più ne metta. Due interventi, di Alfano e Letta, fanno alzare i toni della protesta perché sostanzialmente accusano i manifestanti di qualunquismo e ribellismo. Il primo dichiara testualmente “sanzioneremo pesantemente coloro che, illegittimamente, si prefiggono di turbare il normale funzionamento del Paese, delle sue infrastrutture e dei mezzi di trasporto. Non tollereremo disagi per la popolazione”. Una dichiarazione che lascia sconcertati quando si pensi che la maggior parte delle manifestazioni si sono svolte pacificamente, raccogliendo la solidarietà, se non il plauso dei cittadini; in ben altre manifestazioni si sono viste cose indegne di un Paese civile, il altre occasioni si sono visti attacchi, vandalismi e devastazioni, in altre occasioni si sono visti passamontagna, scudi e caschi: qui non li avete visti perché chi manifestava portava avanti la propria faccia, a mani nude, senza paura di farsi riconoscere. Quell’altro bel tomo, Enrico Letta dichiara “La rappresentanza oggi è in grande crisi, gli attacchi alla politica in questi giorni sono attacchi alla rappresentanza: se salta meccanismo con cui il governo tratta con le categorie e i loro legittimi rappresentanti, c’è un problema di rappresentanza, e si raggiungono accordi che tengono insieme più del 90% dei rappresentanti, esiste un principio di democrazia elementare” Tutto vero o quasi: il cosiddetti attacco alla “rappresentanza” è un’altra forma, totalmente legittima, di protesta: e a proposito di categorie, qui non si parla del contratto dei metalmeccanici o degli insegnanti, o dei tessili: sono presenti tutte le categorie perché chi doveva rappresentarle ha deluso come e forse più della classe politica.

Cosa dire dunque di questo governo e di questa maggioranza che continua a vantare come un successo l’aver evitato un ennesimo calo del Pil. Come possono questi italiani accontentarsi di promesse, come possono accettare di essere trattati alla stregua di “ribelli” se non di disturbatori dell’ordine pubblico, come accettare che un ministro degli interni usi, in questa occasione, toni duri e minacci “pesanti sanzioni” per manifestazioni “illegittime”. Perché “illegittime” non è dato di sapere: se ci sono infiltrati nei cortei dei sindacati perché non dovrebbero essercene anche qui. Un po’ di maggior senso delle istituzioni dovrebbe venire proprio da questi due rappresentanti del popolo: ma non ci illudiamo: speriamo solo che le pecore non si trasformino in lupi: ci stanno proprio vicini.

Elio Bitritto