I cambiamenti climatici

previsioni-meteoNegli ultimi anni c’è stato un crescente allarmismo, soprattutto da parte degli scienziati dell’IPCC in relazione al cambiamento climatico indotto dalla massiccia emissione di CO2 da parte dell’uomo. In Italia tra i fautori di questa teoria un mio collega, Mario Trozzi, che si faceva riprendere dalle telecamere mentre remava (senza pescare) in una barchetta in piazza Duomo a Milano. In realtà oggi come oggi non c’è niente di più inaffidabile delle previsioni meteorologiche a lungo termine, a parte la politica italiana. E come la politica italiana che si barcamena tra alti (le tasse) e bassi (la fiducia degli italiani), le previsioni climatiche mondiali hanno subito delle variazioni di interpretazione che portava “Time” a ritenere imminente una piccola glaciazione (1977): nel frattempo prendeva corpo l’IPCC che attribuiva e attribuisce alle massicce immissioni di C02 il riscaldamento globale, altro che glaciazione: salvo scoprire che le misurazioni che eseguivano venivano un po’ (solo un po’) alterate per far riuscire certi risultati. L’allarme fu captato e assimilato dagli eredi del “Club di Roma” antesignano di tutti gli sconvolgimenti meteo del mondo e assunse la forza di diecimila tsunami al punto che indusse i governi, molti governi, a firmare il cosiddetto Protocollo di Kioto, sistema sicuro per prendere in giro l’umanità intera per cui se l’Italia, ad esempio, immetteva più CO2 di quanta le era consentita, poteva comprarsi il “credito” di CO2 in un Paese dove tale produzione era inesistente. Nulla è cambiato se non la consistenza dei finanziamenti alle organizzazioni verdi, verdine, verdone ed anche un po’ rossicce. Nel frattempo vengono fuori, appunto, le “forze della reazione” che rivelano “Contrordine compagni! Il clima sta cambiando, ci stiamo avviando verso una piccola era glaciale causata dalla ridotta attività solare e dall’aumentata attività vulcanica con immissione di grandi quantità di polveri nell’atmosfera a contrastare l’insolazione della superficie terrestre”. L’IPCC che detiene ancora il dogma delle interpretazioni climatiche dichiara, in relazione alla “ormai certa” responsabilità dell’uomo come causa del “Global Warming” che questa è “possibile” nel 1995, “probabile” nel 2001, “molto probabile” nel 2007, “estremamente probabile” nel 2013. Tutto ciò a fronte di un divario nella misurazione delle temperature effettuata dai satelliti meteo sempre crescente: in pratica sono così attaccati alla loro idea di global warming che non accettano neanche l’evidenza dei numeri.

In sostanza stiamo andando versoi il caldo o il freddo? Come per i terremoti non siamo ancora in grado di fare previsioni: e questa è l’unica certezza scientifica.

Elio Bitritto

 

 

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