Vasto. Merito a quelli dell’ANMI, custodi del Vascello e della sua “santabarbara”

Veliero nella tempesta Vasto_ANMI-S-Barbara 2013A Vasto come altrove, ancora quest’anno, i soci dell’Associazione Nazionale Marinai d’Italia (Gruppo locale “R. Paolucci”), in occasione della celebrazione liturgica della martire cristiana Santa Barbara, manifesteranno con riti religiosi e civili un idea di aggregazione umana e civile, alta e propositiva.

“L’Associazione considera nei suoi ranghi – è scritto nello Statuto dell’ANMI – tutti i cittadini di nazionalità italiana … che servono od hanno servito la Patria con fedeltà ed onore nella Marina Militare o in guerra nella Marina Mercantile. Attorno a questo nucleo fondante … si ritrovano … tutti coloro che si riconoscono nello spirito, nell’etica e nelle tradizioni marinare nazionali e che intendono, in unità di intenti e di attività, perpetrare ed espandere la cultura marittima”.

Un’associazione, insomma, che nasce e si riconosce come Comunità in forza della comune esperienza sul mare, praticata per la vita e per la patria, ma che – per riprendere le parole del citato statuto – “…accoglie tutti coloro che intendono partecipare ad un progetto di vita attiva e propositiva, ad una rinnovata “vita di bordo” che consenta di mantenersi solidali, uniti e proficuamente in servizio, ovunque ciò sia richiesto o realizzabile”.

Mi pare utile richiamarci, in questa ricorrenza, a tali ideali e propositi. E’ necessario, anzi, doverlo fare in un momento della ‘navigazione’ nazionale in cui i “Nocchieri” sembrano aver smarrito il senso stesso del navigare e di quale sia la meta da raggiungere: il definito Bene Comune; e nel momento in cui, dall’altra parte, c’è chi grida e predica di dar fuoco alla stessa imbarcazione, buttando a mare tutto e tutti, senza comprendere che – se necessario, e noi tutti sappiamo che così è – la nave va raddrizzata, riparando le falle prodottesi nello scafo, e va rimessa in rotta. Come dire, ancora, che la ”santabarbara” va custodita, e non fatta esplodere d’improvviso. Mandando all’aria e a pezzi il Vascello (le Istituzioni), come sa bene un marinaio, non c’è più alcun approdo cui tendere, non c’è scampo per nessuno.

Ce lo suggeriscono quelli dell’Anmi. Credo sia di buon senso, umano prima che politico, dar ad essi ragione, e il merito di ricordarcelo. – G. F. Pollutri