Pompei, quella degli ipocriti

Pompei, il ForoPompei, causa le intemperie, la vetustà e l’assenza di manutenzione continua a crollare in brandelli più o meno grandi. Intanto nel piano per salvare Pompei si accavallano, più che le somme per mettere in sicurezza l’area, le ricerche dei responsabili ed allora si tira un respiro di sollievo nel senso che chi ha sbagliato, non ha controllato, è stato superficiale in pratica dovrà risponderne davanti al governo e, soprattutto, agli italiani. Sospiro di sollievo che viene soffocato sul nascere perché non di questo si parla ma della ricerca della ennesima commissione, degli ennesimi direttori e vice direttori; insomma si torna a invocare il sistema sicuro per rinviare gli interventi. Perché i crolli continuano nonostante l’assenza di Bondi (ricordate il ministro Bondi ritenuto responsabile di piccoli crolli e di cui si è chiesto l’allontanamento e la sfiducia personale?). Sono passati oltre due anni, Bondi non c’è più, si sono susseguiti ministri tecnici, esperti che, se non l’economia italiana, almeno gli interventi tecnici potevano risolverli. Invece sembra che ci sia ancora Bondi a boicottare Pompei. Tra l’altro esiste una proposta di decreto attuativo che, oltre alle nomine suddette, prevede una spesa di ben 105 milioni di euro che potranno, anzi, dovranno essere utilizzati a valle di un progetto che non è stato ancora presentato (scadenza entro fine anno) per un insieme di lavori che dovrà essere completato entro giugno 2015, pena la revoca dei finanziamenti di Bruxelles per conto dell’UNESCO: e non c’è neanche Bondi cui affibbiare la colpa!

Elio Bitritto