Epurazione totale

115031716-e47db96c-11ae-4d18-893b-8c0241401ba8Se non è un colpo di stato poco ci manca: l’immediata conseguenza del voto di decadenza di Berlusconi è stata la limitazione all’accesso ai pullman dei suoi sostenitori, la rimozione di uno striscione con la scritta “è un colpo di stato”. I magistrati in primis e i senatori all’origine di questa “evoluzione” probabilmente non si rendono conto di aver innescato un processo più grande di loro. Non solo, dato che in senato sono presenti individui di scarso o nullo senso della misura, non s’è trovato di meglio che insultare pesantemente Berlusconi con la compiaciuta tolleranza del presidente dell’assise, tale Grasso, magistrato in pensione. Il fatto che la polizia abbia trovato il coraggio (parlo di chi gli ordini li dà e non di chi deve obbedire!) di impedire una pacifica manifestazione di dissenso di un partito politico fa sperare che analogo comportamento verrà tenuto, d’ora in poi, anche quando scenderanno in piazza i violenti dei No Tav, gli antagonisti, i No Global: c’è anche da sperare che i commercianti, gli alberghi, le istituzioni, i cassonetti e le vetrine trovino adeguata tutela, almeno quanta se n’è trovata per impedire che i romani ascoltassero le proteste, civili, di Forza Italia. C’è poi da augurarsi che il ministro degli interni Angelino Alfano, novello Bruto, trovi giustificazioni a quanto accaduto e ci faccia sapere se ha obbedito ad una censura preventiva ordinata dal capo di questo stato … di polizia. Si deve dunque pensare che, Senatore o no, Berlusconi fa sempre paura e certamente non per atti di terrorismo!

Elio Bitritto